Sam Presti exit interview

Come ogni anno, la conferenza stampa di fine stagione di Sam Presti ha offerto diversi spunti interessanti sul presente e sul futuro degli Oklahoma City Thunder. Pur arrivando dopo una cocente eliminazione nei Playoff, il General Manager dei Thunder ha trasmesso un messaggio molto chiaro: la franchigia continua a credere fermamente nel gruppo attuale e non intende reagire in maniera impulsiva a una singola sconfitta.

Nessun panico dopo l’eliminazione

Uno dei concetti più ribaditi da Presti è stato quello della continuità. L’eliminazione non cambia la valutazione che l’organizzazione ha della squadra e del percorso compiuto negli ultimi anni. Secondo il GM dei Thunder, la crescita del gruppo resta la priorità assoluta e non esiste la necessità di stravolgere un roster che, nelle intenzioni della franchigia, possiede già le qualità necessarie per competere ai massimi livelli. Il messaggio è stato semplice: Oklahoma City ritiene di essere ancora all’inizio della propria finestra competitiva.

Fiducia totale in Chet Holmgren

Una delle parti più significative della conferenza è stata la difesa pubblica di Chet Holmgren. Dopo una serie complicata nei Playoff, parte della critica aveva iniziato a mettere in discussione il lungo dei Thunder. Presti ha invece ricordato il percorso straordinario della sua stagione, sottolineando come sia stato uno dei migliori difensori della lega e un elemento fondamentale per il successo della squadra.

Le sue parole non hanno lasciato spazio a interpretazioni: l’organizzazione continua a vedere Holmgren come uno dei pilastri del progetto e non nutre alcun dubbio sul suo futuro.

Shai Gilgeous-Alexander e il peso della narrativa mediatica

Presti ha anche dedicato alcune riflessioni a Shai Gilgeous-Alexander e alle discussioni che spesso accompagnano il suo stile di gioco. La frase che ha attirato maggiormente l’attenzione è stata quella secondo cui Shai starebbe giocando contro “cinque difensori più il sesto uomo, rappresentato dai social media”. Il GM ha criticato il modo in cui alcune narrazioni online influenzano il giudizio sui giocatori, difendendo apertamente la propria stella e sottolineando quanto sia difficile mantenere il focus esclusivamente sul campo in un contesto mediatico sempre più rumoroso. Ha aggiunto inoltre come su tutti i fischi arrivati in favore di Shai solo 11 siano stati sottoposti al challenge e solo 4 chiamate revocate.

La vera frustrazione: lo sviluppo interrotto dagli infortuni

Per Presti, la delusione più grande non è stata esclusivamente l’eliminazione.

Il dirigente ha spiegato come gli infortuni abbiano limitato la possibilità di sviluppare pienamente il roster durante la stagione. Minuti persi, quintetti mai realmente testati e giocatori impossibilitati a completare il proprio percorso di crescita hanno rappresentato un ostacolo significativo.

In una franchigia che basa gran parte del proprio successo sullo sviluppo interno, questo aspetto è considerato particolarmente importante.

Nessuna ossessione per la luxury tax

Con i grandi contratti destinati a coinvolgere Shai Gilgeous-Alexander, Jalen Williams e Chet Holmgren, il tema economico è inevitabilmente diventato parte della discussione. Presti non ha mostrato alcuna intenzione di ridimensionare il roster per ragioni finanziarie nel breve periodo. Allo stesso tempo, ha riconosciuto che le nuove regole salariali della NBA renderanno sempre più complessa la gestione di un gruppo così profondo e talentuoso. La sensazione è che Oklahoma City sia pronta a sostenere economicamente una squadra competitiva, pur mantenendo la consueta attenzione alla flessibilità futura.

I rinnovi contrattuali da monitorare in estate

Presti non ha anticipato quali saranno le scelte della franchigia, ma ha lasciato intendere che il processo decisionale richiederà ancora del tempo: “Devo parlare con tutti. Devo farmi un’idea di dove si trova ognuno. C’è una componente umana in tutte queste cose.” Il General Manager ha spiegato di voler prima confrontarsi con i giocatori coinvolti e con tutte le parti interessate prima di arrivare a una decisione definitiva: “Finché non avrò avuto quelle conversazioni, non saprò come si allineano le cose.” Presti non ha escluso nessuno scenario, compresa l’ipotesi di esercitare semplicemente tutte le opzioni disponibili e presentarsi alla prossima stagione con un roster sostanzialmente invariato: “È possibile che semplicemente esercitiamo le opzioni per tutti e procediamo direttamente nella prossima stagione? È sicuramente possibile.”

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