NEL SEGNO DI SHAI

È il protagonista principale di queste prime 11 partite di OKC ed una delle stelle emergenti della lega, è Shai Gilgeous-Alexander. Il numero 2 dei Thunder sta vivendo un avvio di stagione entusiasmante, viaggiando a 31.6 punti, 5.6 assist, 4.5 rimbalzi e 1.9 recuperi di media a partita, tirando con il 53.7% dal campo, il 32% da tre punti e il 95% ai liberi. Grazie a queste prestazioni di altissimo livello Shai ha vinto il premio di giocaore della settimana della Western Conference e ha permesso ai Thunder di vincere contro squadre del calibro dei Clippers e Mavs. Non sono solo i numeri di SGA ad impressionare, ma anche la crescita nella lettura del gioco e la maturità nelle scelte da fare nei vari momenti che compongono una partita. Il prodotto di Kentucky in queste prime uscite stagionali (ha saltato una gara per un problema all’anca) ha ridotto notevolmente le conclusioni dalla lunga distanza rispetto alla scorsa annata, quando faceva un uso spropositato di triple in step-back realizzandole con percentuali rivedibili. Quest’anno Shai sta tirando da tre prevalentemente in catch-and-shoot e sta prendendo molte più conclusioni dal midrange – segnandole con ottime percentuali – aggiungendo così al suo repertorio una nuova arma con la quale poter far male alle difese avversarie. Miglioramenti notevoli si sono visti anche dal punto di vista della creation per i compagni – come testimoniano i 7 assist di media a partita durante l’assenza di Giddey – e nella metà campo difensiva, dove è molto più attivo sia nello sporcare le linee di passaggio che nella difesa on ball 1vs1. La caratteristica del suo gioco che invece non è cambiata rispetto alla scorsa stagione è la capacità di segnare al ferro in qualsiasi modo e contro qualsiasi avversario, grazie alle lunghe leve e ad una naturale eleganza dei movimenti. Con il rientro dall’infortunio di Giddey (problema alla caviglia) in casa Thunder sono riprese le operazioni per cercare di migliorare la convivenza in campo tra il canadese e l’australiano, dalla quale dipenderà in larga parte il successo del rebuilding di OKC. Nelle poche gare giocate insieme finora si sono intravisti spunti interessanti che possono far ben sperare, ma la strada da percorrere per arrivare all’obiettivo finale è ancora lunga ed un giudizio definitivo si potrà dare solo dopo la prossima stagione, quando sarà disponibile anche Chet Holmgren – centro designato per la squadra del futuro – in grado di aprire il pitturato per entrambi e di dare vertical spacing.

Chi invece sembra trovarsi alla perfezione al fianco di Gilgeous-Alexander è Tre Mann, giocatore al secondo anno in NBA che sta dimostrando tutto il suo valore in questo avvio di stagione, confermando le buone sensazioni che aveva suscitato nella seconda parte della scorsa annata, quando esplose sia da sparring partner di SGA che di Giddey. A preoccupare è invece Lu Dort che sta faticando a trovare il fondo della retina, sia col tiro dalla lunga distanza che con le penetrazioni al ferro, a causa di una shot selection più che rivedibile.

Se Shai Gilgeous-Alexander è un futuro All Star, nonché punta di diamante sulla quale si basa la ricostruzione di Oklahoma City, un ruolo importante sarà ricoperto anche dai giocatori sopra citati come Giddey, Mann, Dort e Holmgren, senza dimenticare Pokusevski, Dieng e Jalen Williams. Il talento di certo non manca ai Thunder, sarà ora compito di coach Daigneault trovare il modo di farlo risaltare attorno a SGA, primo violino e leader di questa squadra.

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