CHE STAGIONE SARÀ PER OKC?

La stagione NBA 22/23 è finalmente ai nastri di partenza e la domanda sorge dunque spontanea: cosa possiamo aspettarci da OKC?

Dopo l’entusiasmo derivato dalla lottery e dalla notte del draft, nel corso della pausa estiva la doccia fredda dell’infortunio di Chet Holmgren – che lo costringerà a saltare l’intera stagione da rookie – ha ridimensionato le aspettative e l’euforia dei tifosi di Oklahoma City. L’arrivo in città della seconda scelta assoluta è stato accolto con grande entusiasmo e fra i tifosi si è generata grande attesa per vedere all’opera il potenziale nucleo del futuro (composto da SGA, Giddey, Dort e l’ex lungo di Gonzaga) su cui si fonda il rebuilding. Un’attesa che purtroppo dovrà però essere prolungata per altri 12 mesi dopo quanto successo ad Holmgren nel match di esibizione di Seattle lo scorso settembre.

Le off seasons NBA regalano sempre grandi novità e stravolgimenti, non ultimi quelli in casa Spurs e Jazz che hanno deciso di smantellare i propri roster per ricostruire da zero. Con due nuove franchigie ad ovest che si affacciano ad alcune stagioni di transizione e il ritorno dei Blazers competitivi per i playoff, in tanti si chiedono che annata potrà essere questa per la squadra di coach Daigneault. Analizzando la situazione, con il roster al completo sarebbe stato possibile pronosticare una stagione dei Thunder con uno sguardo più verso la zona Play-in che al tanking estremo, considerando le qualità dell’uomo chiave Shai Gilgeous-Alexander, la crescita del talento australiano Josh Giddey – che ha già mostrato cose molto interessanti nel corso dell’anno da rookie – il rientro di Lu Dort, fresco di rinnovo, che ormai si è affermato come uno dei migliori giocatori difensivi della lega e che, rispetto agli esordi, è incredibilmente migliorato anche nella metà campo offensiva, e infine la presenza della scelta numero 2 dell’ultimo draft. L’infortunio di Chet rimescola però le carte in tavola e dunque ci si avvia, presumibilmente, ad un’altra stagione di tanking in quel di OKC.

I Thunder sono una delle squadre più chiacchierate della lega, finiti nell’occhio del ciclone per la famosa sconfitta con più ampio margine della storia NBA e con il dibattito estremamente divisivo attorno all’operato del proprio GM Sam Presti, tra chi ne loda le capacità e chi lo critica aspramente. Questa dovrà essere una stagione diversa. Il sistema stesso della NBA ti impone di giocare per perdere se hai come obiettivo quello di ricostruire una squadra vincente, ma per Oklahoma City è giunto il momento di cominciare a pesare alcune situazioni in vista del futuro. Accumulare scelte è fondamentale, ma la cultura vincente non si costruisce dall’oggi al domani schiacciando un interruttore. Per riuscirci servono uomini giusti prima ancora che giocatori. Se è pur vero che SGA ha firmato il max contract ed è perfettamente allineato alle scelte di franchigia, finirà la prossima stagione a 25 anni, nel pieno del suo prime, ed un’altra stagione in cui viene lasciato fuori forzatamente (35 partite su 72 nel 20/21 e 56 su 82 nel 21/22) non è ottimale per il ragazzo, che ha già ampiamente dimostrato grandissimo talento, ma che va ancora testato per quanto riguarda la leadership e tutto quello che concerne il suo status di uomo franchigia per una squadra che punta a vincere in futuro. Stesso discorso per Lu Dort e soprattutto Giddey, che deve ancora trovare la giusta intesa con la stella canadese per formare uno dei backcourt più futuribili dell’intera lega. Dovranno arrivare risposte più concrete anche da parte di alcuni giocatori, come Darius Bazley, che fino ad oggi hanno deluso le aspettative e che sono a rischio cessione. Al momento ci sono tantissime speculazioni su quella che sarà la stagione dei Thunder. In tanti addetti ai lavori sono convinti che l’infortunio di Holmgren abbia fatto prendere la decisone di optare per un’altra annata sulla falsa riga delle precedenti due, con l’obiettivo di andare alla ricerca di un’altra scelta alta al prossimo draft, che sì si preannuncia di grandissimo livello, ma che sappiamo non essere una scienza esatta.

In attesa di capire cosa ci riserverà il futuro, una cosa è chiara: questa stagione ci dirà tanto sulle ambizioni di OKC a medio termine.

Thunder Up!

MATTIA CHIOZZA

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