HISTORY

OKLAHOMA CITY THUNDER HISTORY

Gli Oklahoma City Thunder nascono nel 2008, ufficialmente il 2 luglio, quando la franchigia si trasferì da Seattle, dove aveva giocato fino a quel momento, alla capitale dell’Oklahoma. Con il trasferimento nel sud degli Stati Uniti cambiò anche il nome storico della squadra. Infatti gli allora conosciuti Seattle SuperSonics diventarono gli Oklahoma City Thunder che ad oggi sono una delle migliori squadre della lega.

SEATTLE SUPERSONICS

I Seattle SuperSonics sono stati una delle franchigie storiche della NBA. Fondati nel 1967 dal proprietario Sam Schulman, al quale venne assegnato il franchise NBA per la città di Seattle, vantano nel loro palmares 1 titolo NBA, 3 titoli di Conference e 6 titoli di Division. Nei primi anni di vita la squadra faticò ad ottenere risultati degni di nota, finchè, migliorando anno dopo anno, arrivarono per la prima volta alle Finals NBA nel 1978, risultando però sconfitti in 7 partite dai Washington Bullets. L’anno successivo i Sonics tornarono in finale e trovandosi nuovamente di fronte i Bullets, si presero la rivincita, vincendo la serie in 5 partite ed arrivando per la prima ed unica volta nella loro storia sul tetto dell’NBA. Il 1983 vide il cambio di proprietà. Infatti Sam Schulman decise di vendere la franchigia a Barry Ackerley. Gli anni seguenti furono deludenti, con la squadra che iniziò un periodo di declino e mediocrità, non riuscendo a ripetere le imprese degli anni precedenti. Nel 1989 i Sonics intrapresero il cammino della rifondazione, sia grazie alle scelte al draft di Shawn Kemp prima e Gary Payton poi, sia grazie all’arrivo in panchina di George Karl nel 1992. Dopo alcuni anni di risultati deludenti nella post season, Seattle tornò a disputare le Finals NBA nel 1996 seppur perdendo in 6 partite contro i Chicago Bulls di Michael Jordan, che vinse anche l’MVP delle Finali. Da quell’anno in poi, però, la franchigia dello stato di Washington non riuscì più a ripetere le prestazioni di alto livello e la stagione 2004-2005 vide l’ultima apparizione ai playoff dei Seattle SuperSonics. Chiudono gli avvenimenti degni di nota della storia dei Seattle SuperSonics gli acquisti dei futuri MVP Kevin Durant nel draft del 2007 con la seconda scelta assoluta e di Russell Westbrook nel draft 2008 alla quarta chiamata. Nel frattempo, nel 2006, la squadra fu venduta per 350 mln di dollari ad un gruppo di investimenti con a capo l’imprenditore di Oklahoma City Clay Bennett, il quale, non riuscendo a convincere il governo locale a finanziare la costruzione di un complesso sportivo dal valore di 500 mln di dollari, chiese alla NBA di poter trasferire la franchigia ad Oklahoma City, nonostante l’esistenza di un contratto che avrebbe obbligato la squadra a restare a giocare a Seattle almeno fino al 2010. Ciò non di meno, il 2 luglio 2008 venne trovato un accordo per il trasferimento della franchigia dal Nord Ovest al Sud degli Stati Uniti. Questo accordo prevedeva il pagamento immediato di 45 mln di dollari alla città di Seattle ed un pagamento di ulteriori 30 nel caso in cui non fosse arrivata una nuova squadra nella città dello stato di Washington entro il 2013. Inoltre venne deciso che il logo, il nome SuperSonics e i colori della franchigia non sarebbero stati utilizzati ad Oklahoma City.

OKLAHOMA CITY THUNDER

Con il trasferimento da Seattle ad OKC la squadra prese il nome di Oklahoma City Thunder. Questo venne scelto per via dei temporali costantemente presenti nello stato e per la presenza in Oklahoma del 45° regimento di Fanteria Carristi dell’esercito degli Stati Uniti d’America. Per quanto riguarda i colori sociali, la dirigenza fece ricadere la propria preferenza sul bianco, il blu e l’arancio. La prima stagione in quel dell’Oklahoma non fu esaltante (record di 23 vittorie e 59 sconfitte), ma le prestazioni del sophmore Kevin Durant e del rookie Russell Westbrook fecero ben sperare per il futuro. Infatti già nella stagione 2009-2010 i Thunder terminarono la regular season con un record positivo di 52 vittorie e 30 sconfitte, grazie al quale il coach Scott Brooks vinse il premio di miglior allenatore dell’anno. Alla loro prima esperienza ai playoff, i giovani di OKC vennero sconfitti al primo turno dai più collaudati Los Angeles Lakers, che a fine anno risultarono essere i campioni NBA. L’anno seguente la squadra riuscì ad arrivare fino alle finali di Conference, nelle quali perse contro i Dallas Mavericks di Dirk Nowitzki. Anche in questa occasione i Thunder vennero sconfitti dalla squadra che successivamente si consacrò campione battendo in finale i Miami Heat. Il 2012 fu l’anno migliore della breve storia sportiva degli Oklahoma City Thunder. Infatti la squadra guidata dal trio Durant-Westbrook-Harden (tre futuri MVP) dopo un’ottima stagione regolare, intraprese un percorso straordinario ai playoff eliminando i Dallas Mavericks campioni in carica per 4-0 al primo turno, i Los Angeles Lakers di Kobe Bryant per 4-1 al secondo turno ed in finale di Conference i San Antonio Spurs per 4-2 con una clamorosa rimonta dopo essersi ritrovati in svantaggio 2-0 nella serie in seguito alle prime due gare giocate in Texas. Nelle Finals, nonostante la vittoria in gara-1 ad Oklahoma City, i Thunder persero le successive quattro partite contro i Miami Heat dei Big Three guidati da un LeBron James in missione alla caccia del primo titolo in carriera, dicendo così addio alle speranze di vittoria finale. La stagione 2013 si aprì con la cessione agli Houston Rockets del sesto uomo dell’anno, ovvero James Harden, il quale non trovò un accordo per il rinnovo del contratto. La dirigenza non fu in grado di soddisfare le richieste del giocatore, anche a causa dei 30 mln di dollari che dovette pagare alla città di Seattle, che si trovava ancora senza una franchigia NBA. Nonostante la perdita di Harden, OKC chiuse la stagione regolare al primo posto ad Ovest con un record di 60-22. L’infortunio di Westbrook in gara-2 del primo turno playoff contro Houston però costò caro ai Thunder, che vennero eliminati da Memphis per 4-1 nel turno successivo. Nel 2014 fu un altro infortunio a fermare la corsa playoff di Oklahoma City. In quell’occasione il giocatore infortunato fu Serge Ibaka, che per via di un problema fisico occorso nella serie di secondo turno contro i Los Angeles Clippers saltò le prime due partite delle finali di Conference contro San Antonio, tornando in campo solo dalla gara-3 seppur in condizioni non ottimali e sul risultato di 2-0 per gli Spurs. Dopo una serie molto combattuta i Texani si presero la rivincita del 2012 vincendo la serie 4-2 e staccando il biglietto pe le Finali che vinsero in cinque gare contro Miami. Il 2015 per i Thunder fu un anno disastroso a causa degli infortuni che sembrarono perseguitare la franchigia. Per la prima volta dal 2008 la squadra non riuscì a qualificarsi ai playoff, classificandosi al nono posto nella Western Conference. Nel 2016 OKC tornò protagonista grazie al roster finalmente al completo e al nuovo allenatore: Billy Donovan. Nonostante dei playoff entusiasmanti la squadra si spense sul più bello, quando, trovatasi in vantaggio per 3-1 contro i campioni in carica dei Golden State Warriors, non fu in grado di chiudere la serie, finendo sconfitta in trasferta nella decisiva gara-7. Il mercato estivo fu molto movimentato. La notte del draft, il front office cedette Serge Ibaka agli Orlando Magic in cambio di Victor Oladipo, Ersan Ilyasova e Domantas Sabonis (12ª scelta al draft di quell’anno). Successivamente il miglior giocatore della squadra, Kevin Durant, diventato free agent, decise di lasciare la squadra per accasarsi ai Golden State Warriors, che lo avevano battuto solo poche settimane prima nelle finali playoff ad Ovest. La franchigia a quel punto decise di puntare tutto su Russell Westbrook che diventò uomo squadra e riuscì a portare i compagni ai playoff nella stagione seguente, ottenendo una tripla doppia di media stagionale. Nella post season però, Westbrook e compagni vennero eliminati dagli Houston Rockets dell’ex James Harden. Durante il mercato estivo del 2017 ci fu una vera e propria rivoluzione in casa Thunder. Infatti il GM Sam Presti spedì ad Indianapolis Victor Oladipo e Domantas Sabonis in cambio dell’All Star Paul George e successivamente organizzò un’ulteriore trade che portò ad Oklahoma City anche Carmelo Anthony (il miglior realizzatore della nazionale USA). Queste mosse non risultarono però efficaci: OKC dopo un inizio di stagione fatta di alti e bassi sembrò trovare la quadratura del cerchio, ma l’ennesimo infortunio rovinò la stagione. Infatti il miglior difensore della squadra, Andrè Roberson, si ruppe il tendine rotuleo del ginocchio destro il 27 gennaio nella partita in trasferta contro i Detroit Pistons, terminando così la sua stagione in anticipo. OKC non riuscì più a riprendersi e chiuse la stagione con l’eliminazione al primo turno playoff contro gli Utah Jazz guidati dal rookie Donovan Mitchell. L’ultima annata ha visto i Thunder protagonisti fino alla pausa dell’All Star Game. Da quel momento in avanti la squadra ha subito una notevole involuzione a causa di alcuni infortuni ai giocatori chiave, concludendo così la stagione con la terza eliminazione consecutiva al primo turno dei playoff. Questa volta ad eliminare OKC sono stati i Portland Trail Blazers che si sono imposti per 4-1 approfittando delle condizioni fisiche non ottimali di Paul George e di Russell Westbrook.

Speriamo che la stagione 2019-2020 che si appresta ad iniziare il prossimo ottobre, possa finalmente rivedere gli Oklahoma City Thunder protagonisti dall’inizio alla fine, magari consacrandosi campioni NBA!

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