IL MEDIA DAY DEI CAMPIONI NBA

Dopo un’estate passata a godersi la storica conquista del titolo NBA, gli Oklahoma City Thunder si sono ritrovati al Media Day per dare ufficialmente il via a una nuova stagione. Tra entusiasmo, consapevolezza e tanta voglia di migliorarsi per riconfermarsi, coach Mark Daigneault e i protagonisti della squadra hanno condiviso sensazioni e obiettivi in vista di un’annata che si preannuncia affascinante, ricca di sfide e con un solo obiettivo: difendere il titolo conquistato lo scorso giugno.

Coach Mark Daigneault: “Vincere è una grande esperienza per tutti quanti, ma a un certo punto inizia la nuova stagione e si deve pensare a come migliorare e arrivare pronti per sfidare le altre 29 squadre. L’approccio sarà lo stesso della scorsa stagione, poi vedremo cosa accadrà durante l’anno e come affrontare le sfide che troveremo sul nostro percorso. 

Shai: “Sono pronto per tornare al lavoro. Come ogni estate ho passato la off season in palestra. Mi sono dovuto formare anno dopo anno tramite il lavoro, non ho mai avuto scelta. Abbiamo avuto tutta l’estate per goderci la vittoria del titolo, ora l’obiettivo è ripeterci la prossima stagione. Perdere farebbe schifo, quindi il nostro focus è confermarci e per farlo dovremo migliorare nel corso dell’annata. Dub è un guerriero, ha fatto tutto quello che poteva fare per giocare nonostante l’infortunio. È competitivo, gioca con il cuore e quando questo fattore entra in campo prende il sopravvento su tutto. Chet? Chiunque capisca un minimo di basket riconosce che non è nemmeno una virgola del giocatore che diventerà. È nato per giocare a basket”.

Holmgren: “Mi sento molto bene, decisamente meglio rispetto a quando sono rientrato dopo l’infortunio. Mentre stavo recuperando ho capito a che punto era la squadra e ho realizzato che potevamo fare qualcosa di importante. Volevo tornare in forma, ma non ho avuto il tempo necessario per riportare il mio corpo al livello ideale per potermi sentire veramente bene. La coppia con Hartenstein? Mi sono trovato benissimo, ma sono certo che possiamo migliorare ancora. Aver avuto la possibilità di portare a casa il trofeo è stato importante e ho cercato di far capire ai ragazzi che si possono raggiungere traguardi importanti”. 

JDub: “Siamo un gruppo speciale, che aspira alla grandezza. Questa è la nostra motivazione. Non giochiamo per avere più partite in diretta nazionale o per strappare contratti importanti. L’infortunio al polso è stato difficile, ma mi ha permesso di prendermi cura del mio corpo. Ho ancora un po’ di strada da fare per recuperare ed essere pronto al 100%. Il dottore che ha fatto l’operazione è lo stesso che ha operato Kobe, quindi una garanzia”.

Dort: “Sto benissimo, pronto per ricominciare. Cosa è cambiato per me dopo aver vinto il titolo? Onestamente solo il riconoscimento. Quest’anno porteremo lo stesso approccio avuto la scorsa stagione. Non mi interessa molto quello che dice la gente. Sappiamo cosa dobbiamo fare, daremo il nostro meglio e vedremo dove potremo arrivare. Gli altri ci vogliono battere? Sono concentrato solamente su di noi”.

Wallace: “I miei compagni mi hanno aiutato a diventare il giocatore che sono ora grazie alla loro attitudine in allenamento. Dovrò essere più forte nella metà campo offensiva, fare giocare decisive per la squadra. Qualsiasi cosa servirà per vincere, la farò. Il poster su Jokic in gara-7? È stato qualcosa di naturale, non ci ho pensato”.

Caruso: “Dobbiamo avere la consapevolezza che giocare con il peso di dover raggiungere un obiettivo importante quest’anno sarà diverso. Niente di quello che abbiamo fatto la scorsa stagione ci servirà per vincere anche quest’anno, perché ogni stagione ha la propria storia e noi dovremo essere bravi a migliorare, sapendo di avere ampi margini di miglioramento. Il mio soprannome preferito? Carushow”.

Hartenstein: “Questa estate mi sono allenato con Chet e posso dire che questo ci ha aiutato per far crescere il nostro legame. Il mio rapporto con la città? Sono molto legato alla comunità di OKC e per me significa molto. Quando sono arrivato qui, Sam ci ha portato al Memorial. Visitarlo e vedere cosa ha passato la città mi ha fatto capire tante cose. Dopo aver visto ciò, ho voluto mantenere lo standard dell’Oklahoma e mi sono domandato come poter avere un impatto duraturo per questa gente”.

Wiggins: “Siamo pronti per tornare a lavoro. Il mio discorso il giorno della parata? Ho visto molte reazioni da parte dei tifosi sui social media. Sono semplicemente felice di aver potuto vivere quel momento con i tifosi, la città e la squadra. È stato davvero fantastico”.

JWill: “Ho lavorato molto sul mio fisico durante la off season. Ho perso peso per essere più mobile e per sentirmi meglio in campo. Parlando con Mark gli ho chiesto su cosa avrei dovuto focalizzarmi in estate: tiro da tre, difesa, giocare palla in mano”.

Joe: “È emozionante tornare e cercare di ripeterci quest’anno. Vincere il titolo non ha cambiato la mentalità che avremo anche questa stagione. Personalmente cercherò di essere il tiratore di cui la squadra ha bisogno e proverò a fare qualsiasi cosa serva per il bene della squadra, sia in attacco che in difesa. Specialista negli sfondamenti? Non è sempre facile mettere il corpo davanti a giocatori più grandi di te, ma voglio vincere e per riuscirci sono disposto a fare qualsiasi cosa”.

Dieng: “La parte migliore della vittoria del titolo è stata la parata. Giocare per la squadra campione in carica implica avere compagni molto forti e un roster estremamente lungo. Cercherò di farmi trovare pronto”. 

Mitchell: “Aver vinto il titolo nel mio primo anno in NBA mi fa essere ancora più affamato. L’infortunio della scorsa stagione è stato difficile da affrontare ma mi ha formato molto come giocatore. Il focus durante l’estate è stato quello di lavorare per migliorare ed essere utile alla squadra”.

Topic: “Aver fatto parte della squadra che ha vinto il titolo è stato fantastico. Ho parlato con Sorber dopo il suo infortunio e gli ho detto di farsi coraggio”.

Sorber: “Essere nella squadra campione in carica è una benedizione. Sono ragazzi straordinari e veramente simpatici. L’infortunio? Cerco di essere positivo, ma è stato un duro colpo”. 

Carlson: “Il coaching staff mi ha trasmesso tanta fiducia. Quando hai l’occasione devi farti trovare pronto”.

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