LA GUIDA AL DRAFT 2024

di Luca Lanzarini

Cari tifosi Thunder, eccoci qui di nuovo all’ormai quasi annuale appuntamento per un focus sul Draft di Oklahoma City. Dopo una stagione regolare esaltante da ‘capolisti’, la stagione è finita al secondo turno dei Playoff NBA con i Dallas Mavs, lasciando qualche rammarico ma ponendo anche delle basi solide per il futuro imminente. La nostra offseason è iniziata col botto, con il nostro GM Sam Presti che non si è risparmiato i fuochi d’artificio fin da subito: sto parlando, ovviamente, della trade Giddey-Caruso. Scambio secco che ha coinvolto anche i Chicago Bulls. Definita da tutti i principali media come un furto con scasso per i Thunder, ha lasciato più a meno tutti spiazzati e perplessi. Giddey é ancora giovane, ma è di certo stata la nota più negativa della stagione passata, vedendo il suo utilizzo quasi dimezzato ai Playoff con tanti dubbi sul futuro e una rookie extension imminente. Al ragazzo auguriamo il meglio e di ritrovare la serenità dentro e fuori dal campo, che lo ha visto coinvolto in alcune situazioni mediatiche spiacevoli, che hanno forse impattato sulle sue prestazioni. I Thunder si ritrovano così in casa propria uno dei role player più affidabili della lega, Alex Caruso, senza dover nemmeno mettere mano alla enorme collezione di scelte dei prossimi anni. Campione NBA nel 2020 coi Lakers, difensore top e 2 volte All Defensive Team, tiratore da oltre il 40% da tre, ritrova anche Mark Daigneault dopo l’esperienza in G League con gli OKC Blue. Il fit é ottimo insomma, ma non ci soffermeremo oltre sulla trade: era una premessa doverosa perché influenza le decisioni e le necessità del roster in vista del Draft 2024. Senza perdere ulteriore tempo, ci buttiamo a capofitto nell’analisi.

IL DRAFT 2024. Quest’anno l’approccio alla notte del 26 giugno 2024 (il 27 avverranno le scelte del secondo giro) sembra essere apparentemente molto più semplice e lineare rispetto agli ultimi anni. Alla lottery di Chicago, infatti, Oklahoma avrà un solo giocatore da scegliere alla posizione numero 12: con Sam Presti, però, non si può mai stare tranquilli. In ogni anno da GM per i Thunder ha sempre fatto almeno una trade all’interno del draft, a volte per scendere, altre per salire nella board o addirittura per acquisire pick inedite (come recentemente per Dieng), abituandoci insomma a colpi di teatro. Inoltre lo scambio per AC ha aperto nuovi scenari, che sembrano presagire ulteriori mosse, portandosi con sé tutte le speculazioni del caso. Con la scelta non è da escludere che venga fatto quindi ‘trade up (per scegliere giocatori prima nell’ordine) /down (scendere di qualche posizione guadagnando altri asset) /out’ (cioè acquisire asset diversi dando la pick ad altre squadre, senza scegliere giocatori in questo draft); oppure può venire inserita in scambi per giocatori affermati o role player già nella lega. Sembra certo che quest’estate i Thunder possano aggiungere giocatori attraverso la Free Agency o gli scambi, ma credo che un giovane verrà aggiunto quasi sicuramente dal draft. E contrariamente a quanto si specula, nonostante l’eclettismo del front office, io credo proprio che alla fine si rimarrà alla 12, o comunque in un range simile, come lo scorso anno (Wallace alla 10 salendo di due posizioni). Ovviamente ciò semplifica anche l’analisi e permette di concentrarsi su alcuni prospetti tornare utili, soprattutto quelli che potrebbero presto vestire la nostra maglia.

LA SCELTA: I POTENZIALI FIT. Tanti addetti ai lavori definiscono erroneamente il Draft 2024 come povero di talento: di sicuro non troviamo alieni come Wemby dell’anno scorso, ma i giocatori intriganti si trovano sempre in ogni classe. Soprattutto dal momento che non sembrano esserci molti progetti di star sicure (il draft non è una scienza esatta), ma numerosi prospetti in grado di eccellere con un ruolo specifico o ridotto nel giusto contesto. Un tassello giusto, da accompagnare al nostro trio di belle speranze (SGA, Chet e JDub), per puntellare una squadra che ormai ha ambizioni di titolo. E i rookie contracts (per la loro convenienza economica) possono essere opzioni importanti in tal senso, soprattutto con vari esempi come Wallace, Lively o Braun (2 anni fa), in grado di contribuire immediatamente.

Di che cosa hanno bisogno questi Thunder? Cosa manca a livello di caratteristiche?

  • SIZE: un lungo serve, i Playoff hanno dimostrato che il solo Chet non può bastare: per design OKC é una squadra che tende a concedere un po’ troppo a rimbalzo, dei centrimetri in più sono necessari, magari senza sacrificare la versatilità
  • HANDLING/PLAYMAKING SECONDARIO: Shai ha dimostrato di essere uno dei migliori giocatori della lega come prima opzione, JDub sta esplorando sempre di più il suo gioco con la palla in mano (anche Chet). Caruso ne aggiunge, tuttavia mancano altri giocatori a roster capaci di generare buoni tiri per sé e i compagni con continuità
  • TIRATORI PURI: nella categoria a roster si ascrive il solo Joe, che potrebbe rifirmare. La percentuale da tre é stata la migliore della lega in Regular Season, ma é scesa significativamente in Postseason: aggiungere cecchini dall’arco nella NBA moderna é sempre una buona idea.

Ecco quindi sei ipotesi che secondo me vanno in una o più di queste direzioni, oltre che giocatori che potrebbero finire nel giusto range e sono stati di conseguenza accostati ad OKC: 

DALTON KNECHT

  • Profile: Wing from Tennesse
  • Altezza 6’10, Wingspan 6’9
  • Età 23
  • RANGE: 5-10

Il ragazzo è valido ma probabilmente andrà qualche scelta prima. Giocatore già più esperto e maturo, al 3° anno di college (OKC non ha mai scelto nessuno così), pronto quindi a contribuire from the jump. Ideale in quanto tiratore vero e puro di volume (39.7% su 6.5 tentativi da tre punti), sia dal palleggio che in movimento uscendo dai blocchi. Ma il prodotto di Tennesse è molto più di questo: è stato la prima opzione totale di un attacco abbastanza deleterio senza la sua produzione. Scorer di livello, (21 ppg) va al ferro con continuità dove capitalizza con efficienza da ambidestro. Buone letture e flash di playmaking, dove prende decisioni semplici ma decise. Fa tutte ‘le piccole cose’: buon tagliante al ferro, buon atleta anche come lob threat, crea bene spazio e attacca i mismatches. Il più grosso difetto è la difesa, dove è spesso il giocatore più attaccato e il target più debole della squadra. In un sistema difensivo ben collaudato come quello dei Thunder potrebbe migliorare (soprattutto a scivolare lateralmente) e risultare neutrale, coperto da mastini come Dort, Wallace, Caruso e dagli aiuti di Chet. Compensando ampiamente nella metà campo offensiva con tiro e scoring punch.

ROB DILLINGHAM

  • Profile: Guard from Kentucky
  • Altezza 6’1, Wingspan 6’3
  • Età 19
  • RANGE: 6-14

Con le guardie di Kentucky OKC ci ha fatto ormai l’abitudine (Shai, Wallace). Dillingham è un giocatore elettrizzante, capace di tirare fuori dal cilindro un canestro in qualsiasi situazione. Tiratore con oltre il 44% da tre, uno dei migliori specialisti del draft, sia dal palleggio che sugli scarichi e in movimento. Giocatore rapidissimo, energico nell’ 1 contro 1, con grandi doti dal palleggio e un pacchetto di finte e footwork notevole per battere gli avversari. Anche il tocco al ferro è morbido, i floater sono una delle sue migliori armi. Microwave scorer ma non solo: è un buon playmaker per i compagni, ha ottime letture nel Pick&Roll, insolite per l’età che ha. Tuttavia il grande dubbio sul suo profilo è di natura fisica: è molto basso ma soprattutto ha una corporatura esile e leggera, frame che lo penalizza sia in attacco che soprattutto in difesa. Dietro Rob concede molto, fatica a rimanere di fronte al suo uomo e a reggere i duelli fisici, al suo ingresso nella lega sarà uno dei peggiori difensori quasi sicuramente. Da capire quanto compenserà con una produzione offensiva che si prospetta esaltante, da borderline star: non mi sorprenderebbe se col giusto minutaggio e ruolo si avvicinasse ai 20 punti di media fin dal primo anno.

RON HOLLAND

  • Profile: Wing from G League Ignite,
  • Altezza 6’7, Wingspan 6’11
  • Età 18
  • RANGE: 6-14

Nella mia personale board (link se vuoi) il prospetto migliore del draft, nonostante alcune lacune importanti, quello con il ceiling più alto. Il suo valore è stato certamente deprezzato dal contesto e la stagione terrificante della squadra di G League Ignite (vale anche per i compagni Buzelis, Smith e Almansa), programma recentemente chiuso dalla NBA dopo i risultati negativi dalla sua creazione. Atleta stellare, è un competitor che gioca con energia, facendo tante buone cose per vincere. Buon handling per la taglia, ha mostrato di avere discrete letture come passatore, ma il decision making può migliorare. Sa andare al ferro con continuità e forza, il tocco intorno al canestro anche qui è può raggiungere più efficienza e pulizia. Spiccate doti di salto e velocità, arma letale in transizione ma anche come slasher e tagliante, anche se deve lavorare sul tempismo e il controllo. In difesa l’atletismo lo rende impattante, molto meglio sul pallone che lontano. Ha taglia, braccia lunghe ma ha bisogno di affinare gli angoli, la postura e gli istinti. Un sistema positivo come quello dei Thunder può aiutarlo a sbloccare tutto il potenziale inespresso, che lo progetta come un difensore di livello. Ora ha ancora troppe pause, momenti di distrazione e svarioni, ma il contesto disastroso e sistema poco comunicativo della Ignite ha permesso di far emergere solo sprazzi individuali. Il grosso punto di domanda è il jumpshot, il suo tiro: solo il 24% da tre, meno del 70% ai liberi e una meccanica che non lascia ben sperare e andrebbe rifondata. Detto ciò, nel nostro staff lavora Chip Engelland, esperto di tiro ex Spurs che ha già ottenuto grandi risultati coi nostri giocatori (migliore percentuale da tre di squadra, miglioramenti di Dort, Giddey, Wiggins…). Insomma, se dovesse sviluppare un tiro rispettabile e reale, intorno al league average, ciò aprirebbe una dimensione e spazi inediti per il suo gioco, un giocatore two way per cui il cielo sarebbe il limite…

CARLTON CARRINGTON

  • Profile: Guard from Pittsburgh
  • Altezza 6’5, Wingspan 6’8
  • Età 18
  • RANGE 10-18

Freshman da Pittsburgh, ‘BUB’ Carrington è uno dei maggiori riser di questo processo, è salito molto impressionando nei workout e nelle viste con le squadre col suo gioco e personalità. Guardia lunga e alta, rimane uno dei miei archetipi preferiti di questo draft. Talento offensivo perimetrale totale, la capacità di attaccare uno contro uno e creare spazio e ottimi tiri è top nella classe. Probabilmente il migliore operatore nel midrange, da 3 punti non deve spaventare il 32%: è un tiratore ottimo, ma a Pitts gli era richiesto di prendere anche tiri fuori ritmo e contesati (che può segnare), ma che ripuliti al livello professionistico ne miglioreranno l’efficienza. Palleggiatore e playmaker di livello, che con ulteriori ripetizioni e sviluppo palla in mano può essere di livello assoluto. Anche in difesa ha stazza per il ruolo (positional size), nonostante sia un po’ gracilino è un difensore neutrale sulla palla, più distratto off-ball (lavorabile). Il più grande difetto al momento è la rim pressure: fatica ad arrivare al ferro con continuità e realizza con percentuali non più che discrete sui layups. Da qui dipende la sua dimensione di attaccante di livello assoluto, per un profilo che rimane tra i miei preferiti e con più upside/ceiling della classe. 

DARON HOLMES

  • Profile: Center from Dayton
  • Altezza 6’10, Wingspan 7’1
  • Età 21
  • RANGE 12-22

Parlavamo della necessità di size, lunghezza e altezza per dare una mano o un cambio a Chet sotto ai tabelloni: credo che i Thunder in offseason valuteranno anche profili più pronti (i rumors parlano di interesse per Isaiah Hartenstein via free agency o Nic Claxton via trade). È un draft pieno di lunghi interessanti più tradizionali (Clingan, che Givony, esperto draft per ESPN, ha accostato come obbiettivo OKC per trade up, oppure Zach Edey), tuttavia credo che i Thunder nel caso opterebbero per un’opzione più versatile e moderna. La descrizione combacia per Daron Holmes, dopo una bella stagione individuale a Dayton. Ottima mobilità, che viene evidenziata sui due lati del campo: ha discrete doti di palleggio fronte a canestro (deve alzare di più la testa e diminuire la stiffness) e ottimo footwork in post basso. Conclude al ferro con tocco e forza, già ottimo come play finisher, è un bloccante discreto ma un miglior rollante anche come lob threat. La caratteristica più di valore resta però il tiro da tre (39% su 2.5 tentativi limitati), che lo progettano come un potenziale floor spacer/stretch big letale nel Pick&Pop. Ha mostrato anche una base come letture da passatore lavorabili, l’intelligenza cestistica non gli manca. Tuttavia il grosso del valore lo presenta difensivamente: switchabile (anche se non sistematicamente) pure sulle guardie/ali, dispone di un’eccellente mobilità e rapidità con cui copre bene campo. Come rim protector è nella media, non è un atleta straordinario ma compensa abbastanza con verticalità, istinti e tempismo. Non è chiaramente un prospetto fatto e finito, tuttavia le caratteristiche sono solide e quelle giuste: ciò significa che nel contesto adatto (da noi avrebbe buoni minuti come backup) e con un corretto sviluppo di continuità potrebbe rivelarsi una vera e propria steal.

TIDJANE SALAUN

  • Profile: Forward from Cholet (LNB France)
  • Altezza 6’9, Wingspan 7’1
  • Età 18
  • RANGE 8-14

Ultima menzione per l’ennesimo prospetto francese degli ultimi anni. Tra i profili descritti in maniera più estesa è sicuramento quello che preferisco meno, ma è quasi obbligatorio parlarne in quanto è il più accostato dagli esperti e dagli insider, ergo la scelta più probabile. Ala grande di ruolo e di fatto: se confrontate le misure come un centro come Holmes, vi accorgete subito dell’imponenza. È un atleta di ottimo livello, che lega alla sua lunghezza (braccia e fisicità) una mobilità sorprendente e insospettabile. In attacco è un’ottimo tagliante e si muove molto bene in transizione senza palla: si progetta come un play finisher di livello, anche se il tocco intorno al tabellone deve migliorare molto. Il discorso ruota come spesso accade intorno al tiro da 3 punti. Quest’anno ne ha presi tanti e con decisione, il che è sempre un bel segnale di partenza, ma le percentuali si sono fermate al 31%, anche se fanno ben sperare la meccanica fluida e le percentuali dell’anno scorso (36%). I mezzi fisici per essere un ottimo difensore ci sono tutti, ora è molto lacunoso. Meglio lontano dalla palla e in anticipo che in 1 vs 1, dove spesso sbaglia angoli e tempismo facendosi battere con troppa facilità; inoltre è un rim protector secondario praticamente lungo (solo 10 stoppate in 54 partite da 4). Stiamo insomma parlando di un profilo interessante, con tanto upside ma ancora immaturo e acerbo. Nel linguaggio analitico del draft lo si definisce un ‘progetto’, che ha bisogno di tempo per sbagliare e migliorare, ma che ha grossi margini di miglioramento. Per questo, come timeline di una squadra che vuole competere da subito, è un’opzione simile a Ousmane Dieng, che va a sovrapporsi e mi lascia perplesso.

CONCLUSIONE. Ricapitolando, questi 6 prospetti sono un mix tra i miei preferiti, i più sensati per caratteristiche evidenziate, ma soprattutto per i continui accostamenti nei Mock Draft dei principali media internazionali. Chiudo l’articolo indicando in breve qualche altro nome menzionato spesso, con una breve descrizione per dovere di conseguenza, in modo che possiate anche approfondirli a vostro piacimento. Naturalmente sono tanti nomi e avrebbe comunque poco senso esagerare con elenchi infiniti, va tenuto presente che non ho la sfera di cristallo e potrebbe venire scelto un giocatore inedito. Per cui è bene avere una conoscenza il più estesa possibile su questa classe di draft, per non venire colti di sopresa dal nostro GM Sam Presti, nella convinzione che la sua conoscenza, intuizione e genialità possano aiutarlo nella selezione del prospetto migliore per il presente e per il futuro.

HONORABLE MENTIONS.

  • Tristan Da Silva: Giocatore esperto (23 anni, OKC non ha mai scelto giocatori sopra i 21/22). Il fit ha senso: 4, coltellino svizzero, 40% da tre, buon passatore e handler sa fare tante cose utili. Atleta e rimbalzista piuttosto limitato, manca esplosività. Range più basso, sarà probabilmente disponibile.
  • Jared McCain: Guardia di Duke, ottimo tiratore, handler, passatore. Difensore mediocre, discorso simile a Dillingham e Bub Carrington che sono secondo me opzioni migliori (almeno uno dovrebbe essere disponibile).
  • Cody Williams: fratello di JDub, accostato per questo. Al 90% va in top 10. Ala con tocco e fisicità con molto upside.
  • Kel’El Ware (più ready) e Kyle Filipowski (progetto): lunghi con tiro da tre progettabili, ma hanno diversi limiti e carenze.
  • Devin Carter: altra ottima opzione tra le guardie, dovrebbe andare prima e non essere disponibile.

Detto ciò, Buon Draft 2024! – Luca Lanzarini

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