LA CONFERENZA DI PRESTI

Sam Presti: “Abbiamo fatto una stagione storica, ma l’anno prossimo si riparte da zero vittorie e dovremo riconfermarci per dire di essere arrivati. Non siamo stati forti a rimbalzo ma ai playoff mi ha sorpreso aver faticato in attacco. Offseason? Siamo sempre aggressivi. La trade Hayward è stata un mio errore. Dobbiamo continuare a sfruttare le doti di Giddey. Il draft è interessante”

Conferenza stampa di fine stagione per Sam Presti che dinnanzi ai giornalisti di Oklahoma City ha parlato per circa due ore e mezza di tanti argomenti riguardanti l’annata dei Thunder. Ecco in esclusiva le sue dichiarazioni tradotte in italiano.

Ringraziamenti: “Un grazie a tutti i tifosi in giro per il mondo, ai nostri partner, a chi lavora per questa organizzazione, ai media e alla comunità di OKC con la quale abbiamo uno splendido rapporto”.

Sulla squadra e sulla stagione: “Ogni anno la squadra è diversa. L’alchimia di gruppo la creano i ragazzi che ne fanno parte e ogni gruppo ha qualcosa di diverso che lo contraddistingue dagli altri. Quest’anno abbiamo avuto questa cosa dell’abbiare. Questa squadra è in una situazione unica. Siamo stati la franchigia più giovane a vincere una serie playoff e a finire prima a ovest. Abbiamo fatto qualcosa di storico, nonostante questo non ci assicuri nulla per l’anno prossimo. È importante sottolineare come siamo passati dal perdere 58 partite due anni fa a vincerne 57 quest’anno senza aver ipotecato il nostro futuro. Chiaramente non siamo stati una buona squadra a rimbalzo quest’anno, ma preferisco essere un’ottima squadra difensiva. Ai playoff non mi ha sorpreso aver sofferto a rimbalzo, semmai mi ha sorpreso – e lo dico in modo costruttivo – aver faticato in attacco. In stagione regolare vinci con il palleggio, ai playoff con i passaggi. Pochi movimenti sul mercato nel corso della stagione? Ho preferito vedere dove potevamo arrivare con quello che abbiamo e capire a che punto siamo, perché la questione non è sapere di cosa hai bisogno, ma sapere cosa hai a disposizione. Ora sappiamo di avere in Chet e JDub due giocatori di altissimo livello e con ancora margini di miglioramento. La trade per Hayward l’abbiamo fatta perché secondo noi poteva inserirsi bene all’interno di questa squadra e per poter avere maggiore flessibilità contrattuale in estate. La cosa bella di questa squadra è che continuerà a crescere rispetto a dove è ora. Siamo tornati ai playoff, ma questo non è un punto d’arrivo. Per far sì che lo diventi dovremo ripeterci la prossima stagione, perché tante squadre che hanno centrato i playoff una volta poi non sono riusciti a ripetersi”.

Sulla offseason: “Avremo alcuni giocatori con una situazione contrattuale da valutare. Pensiamo possano migliorare parecchio nel lungo periodo e ci piacerebbe averli ancora con noi. Mi piace pensarci sempre aggressivi sul mercato, nonostante alcune persone possano confondere l’aggressività con il fare scambi a priori. In passato abbiamo già dimostrato di essere in grado di prendere decisioni importanti. Ci sono alcune situazioni che magari stiamo valutando ma che nessuno conosce. Inoltre va considerato che alcuni giocatori che potrebbero interessarci non sono sul mercato perché le altre squadre non vogliono privarsene. Andremo il più velocemente possibile, ma anche piano in base a quanto necessario”

Su Giddey: “Per Josh è stata una stagione fatta di alti e bassi. Penso che ne sia a conoscenza anche lui, ma ha solo 21 anni ed è normale avere questo tipo di annate a quell’età. Ha iniziato a giocare presto con noi e man mano che la squadra migliorava ha incontrato alcune difficoltà. Quello che apprezzo di lui è che è un ragazzo tosto e grintoso. Gli è stato chiesto di cambiare alcune cose e lui non ha battuto ciglio neppure una volta. È testardo, lo dico con affetto, e sicuro di sé. Molti vorrebbero vederlo arrendersi, ma non lo fa. Inoltre non ci sono tanti ragazzi di 21 anni che giocano in una squadra da 57 vittorie. Dobbiamo continuare a sfruttare alcune delle doti che ha che possono aiutarci a vincere ad alto livello. L’estensione del suo contratto? Ci siederemo e parleremo di tutto ciò quando sarà il momento opportuno”.

Sul possibile super max a Shai nel 2025: “Buon per lui, sono tanti soldi [ride, ndr]. Si è guadagnato la possibilità di trovarsi in questa posizione. Quando abbiamo scambiato Chris Paul gli abbiamo dato in mano le chiavi della squadra e lui ha sfruttato l’occasione. Se si guadagnerà l’opportunità di avere un contratto di quel tipo dovremo essere in grado di darglielo e non a spese di altri giocatori. Penso anche che sia molto orgoglioso di quello che ha costruito qui e che si dorma sempre meglio in una casa che hai costruito tu”.

Su JDub e Holmgren: “Adoro entrambi. La cosa che più mi piace di Dub è che non guarda ai numeri. Se dovessi dirgli qualcosa è di restare quel che è. Ciò che lo rende diverso dagli altri secondo me è il motore che ha. Ha davvero tanto talento ma quello che fa la differenza è il suo motore. Chet è un ragazzo ambizioso. A inizio anno in tanti pensavano scherzassimo quando dicevamo che sarebbe stato il nostro centro. Ricordo di averlo visto ad un allenamento quando era a Gonzaga e nonostante fosse uno dei migliori prospetti del draft interagiva con tutti come se fosse il quindicesimo della rotazione, si lasciava allenare e faceva domande. Questo è ciò che lo rende un grande giocatore”.

Su Hayward: “Non c’è alcun problema per quello che ha detto durante le exit interviews. Credo sia stato un po’ complicato per lui passare dall’essere un titolare a Charlotte a entrare dalla panchina in una squadra che già aveva i suoi meccanismi ben rodati. Comunque ci ha aiutato ad arrivare al primo posto nella Western Conference e nella lotta a rimbalzo. Se la trade non è stata un successo è colpa mia. Ma sto imparando a conoscere questa squadra guardandola mentre va alla grande. La trade di Hayward ammetto di averla sbagliata”.

Su coach Daigneault: “Vogliamo allenatori che amino i giocatori e non allenare. E penso che Mark sia uno di questi coach. Quando abbiamo scelto di affidare la panchina a lui abbiamo parlato a lungo del fatto che volevamo un allenatore che imparasse continuamente e che fosse curioso del gioco. Non vuoi che questa curiosità venga meno man mano che si diventa competitivi e si ottengono riconoscimenti”.

Sul draft: “È un draft interessante. In genere puntiamo su un determinato tipo di giocatore e persona. Per noi è importante che voglia far parte di quello che stiamo creando e che vada a fittare bene con la nostra situazione. Per questo potremmo anche passare giocatori che poi avranno una gran carriera altrove”.

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