COSA ASPETTARSI DA OKC?

di Tommaso Olivari

Cosa ci aspettiamo dai Thunder dopo la preseason?

Fare un pronostico e parlare di una franchigia è sempre molto complesso, in particolar modo nell’NBA moderna caratterizzata sempre più da infortuni e livelli di talento mai toccati prima d’ora. I Thunder quest’anno, nonostante il rientrante Chet Holmgren, non cambieranno veste e non sposeranno un gioco diverso da quello della passata stagione, avendo aggiunto a roster il perfetto complemento per provare a riportare la nostra amata franchigia dove è giusto che stia.

Diventeremo Holmgren dipendenti?

Come detto in precedenza, smaltito l’infortunio che l’ha tenuto fuori per tutta la passata stagione, la seconda scelta al draft del 2022 è pronta ora a tornare in campo, provando sin da subito a garantire il suo enorme apporto in fase difensiva, principalmente come rim protector, dove già in preseason ha fatto vedere buonissime prestazioni. OKC nella passata stagione è stata la quattordicesima difesa NBA per punti concessi, 116 a partita e tredicesimi per valutazione difensiva.

Arriviamo però al dunque. Nella passata stagione siamo stati la ventiduesima franchigia per stoppate, poco più di otto, e la prima per rimbalzi subiti, con oltre 46 per partita. Qui entra in campo Chet. Dato per assodato il grandissimo apporto che ci darà in fase di protezione del ferro, ci sono ancora dei dubbi su ciò che può dare in fase di rimbalzo. Proviamo quindi a spulciare qualche dato di quando giocava in NCAA. Con l’ex Gonzaga i Bulldogs nella stagione 2021-2022 erano la miglior squadra in NCAA per rimbalzi, insieme a Bufalo, con 41.9 a partita. Lo scorso anno invece si trovavano in quarantaseiesima posizione con 37.1 rimbalzi a partita. È ovvio specificare che un singolo non fa la squadra e per un ragazzo di 2.16 cm è scontato prendere molti rimbalzi in NCAA, dove il livello e il fisico sono decisamente diversi rispetto a quelli della NBA. Anche Casson Wallace, Decima scelta all’ultimo Draft, può supportare i Thunder, come di sua spontanea ammissione, Wallace è un giocatore che fa della fase difensiva una parte portante del proprio gioco, riuscendo molto spesso a rubar palla all’attaccante, caratteristica che si incrocia benissimo con la Franchigia dell’Oklahoma.

Quindi diventeremo o no Holmgren dipendenti? In fase offensiva ovviamente no, in fase difensiva ciò potrebbe in minima parte accadere, essendo che il nativo di Minneapolis, da una dimensione a questo team che le precedenti stagioni non ha mai avuto.

Giddey si è confermato, riuscirà a farlo anche Jdub?

Vi ricorderete bene tutti dell’anno in cui i Thunder hanno scelto Josh Giddey from Melbourne, Australia alla Sesta scelta. In quel periodo si parlò molto di fare ‘trade up’ e arrivare al giocatore che ogni tifoso voleva, me compreso, ovvero Evan Mobley. Giddey si è quindi ritrovato in un contesto con tutto da dover dimostrare, giocando una prima stagione ad altissimo livello e venendo scandalosamente escluso dal Rookie First Team. Al secondo anno è riuscito a confermarsi in una delle annate più difficili per ogni giocatore NBA, cioè quella da Sophmore, in cui le difese avversarie conoscono ormai il tuo stile di gioco e potranno contare sulla dovuta preparazione per arginarti. Giddey non solo si è confermato, ma è riuscito pure a migliorarsi, passando da 12.5 a 16.6 punti per partita e dal 26% da 3 punti ad un 32% abbondante. Questa premessa è stata fatta per mettere in condizione tutti noi, me compreso, di analizzare anche un altro giocatore: JDub. Quest’ultimo infatti, nonostante sia un giocatore bello da vedere e anche funzionale, potrebbe trovare alcune difficolta questa stagione e tutto ciò sarebbe normale. Se però invece non dovessero palesarsi queste difficoltà allora vorrebbe dire che ci troviamo davanti ad un giocatore veramente spaventoso.

Dove possiamo arrivare e dove arriveremo?

Ci sarebbero tantissimi altri giocatori di cui parlare, ad esempio Tre Mann, che ha l’ultima occasione dopo la delusione dello scorso anno e con il rischio di un nuovo “Darius Bazley 2.0” dietro l’angolo per quanto mi concerne. Anche Shai andrebbe elogiato più spesso, sottolineando come con il suo gioco anticonformista, incentrato sul Long Midrange, sullo Short Midrange e sul gioco nei pressi del ferro riesca ogni sera a farci divertire nel vederlo giocare, che è la cosa più importante.

Per cercare di evitare di annoiare con tutti questi dati, Cosa ci manca quindi per vincere? Per quanto mi riguarda l’unica cosa che ci serve sono almeno altri 2/3 anni di esperienza, sperando che almeno quest’anno si possa arrivare a toccare con mano la Postseason. Ricordo inoltre che Giovedì 26 ottobre alle 2:00 di notte, i nostri Thunder faranno il loro esordio in stagione regolare contro l’ex coach Billy Donovan e i suoi Chicago Bulls.

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