di Luca Lanzarini
Cari tifosi Thunder, è arrivato di nuovo quel momento dell’anno chiamato ‘offseason’, che da qualche anno a questa parte è significato soprattutto due cose per OKC: la lottery e il draft. Di certo quest’anno la prima è stata meno carica di attesa e sorprese, vista l’ottima e a tratti esaltante stagione appena conclusasi. Tuttavia ciò non priva il secondo di importanza, anzi, le scelte di quest’anno possono essere un ulteriore e cruciale passo in avanti nella costruzione di un roster competitivo per un ritorno ai playoff.
Aggiungo una doverosa micro premessa: non sono un super esperto di draft, di quelli che conoscono nel dettaglio i giocatori fino alla scelta numero 60, però di certo la passione per ‘il fulmine’ mi ha portato ad allenare l’occhio negli ultimi anni sui prospetti più interessanti. Sono un fan della NCAA e seguo con fervore la March Madness, inoltre la curiosità mi spinge ogni stagione a raccogliere materiale video o articoli per visionare i giocatori più interessanti, il tutto condito da opinioni e pareri personali. Chiarito questo, let’s roll.
IL VERDETTO DELLA LOTTERY
Per prima cosa è doveroso fare un rapido recap dell’implacabile ed annuale sentenza delle ‘palline’. La lottery, per i meno esperti, è un processo statistico/probabilistico basato su percentuali predeterminate che stabilisce l’ordine di scelta delle franchigie NBA. Quest’anno si è tenuta il 17 maggio al Barclays Center, i Thunder entravano con il dodicesimo miglior ‘odds’ all’evento. Il verdetto non ha riservato sorprese: niente salto alla numero 1 e nemmeno alle prime 5, OKC si è vista semplicemente confermare il diritto di scegliere alla numero 12. In aggiunta alla pick al primo giro propria della franchigia, sono da aggiungersi due scelte al secondo giro del Draft (range 30-60), acquisite negli anni via trade. Uno schema sintetico può essere di aiuto:
- #12 PICK (1° giro)
- #37 PICK (2° giro, da Washington via New Orleans)
- #50 PICK (2° giro, da Miami via Boston, Memphis e Dallas)
GLI SCENARI: LA PRIMA SCELTA
Di fronte a questa situazione il board executive dei Thunder si trovano ancora una volta ad un bivio. La prima possibilità è quella di fare ciò che nel gergo è definito ‘trade up’, rappresenta di certo lo scenario più intrigante. Il nostro GM Sam Presti non è nuovo a questa pratica, che consiste nell’usare i propri assets, di cui fa parte il mastodontico numero di scelte accumulate negli ultimi anni, per salire nell’ordine di chiamata, guadagnandosi il diritto di scegliere in una posizione migliore. L’esempio più fresco riguarda il draft del 2022: i Thunder hanno scambiato con i Knicks per la numero 11, inviando tre scelte al primo giro a New York e sbloccando la possibilità di draftare Ousmane Dieng.
La seconda possibilità prevede invece di rispettare il responso della lottery, preparandosi a chiamare un giocatore alla numero 12.
NBA DRAFT BOARD 2023: OKLAHOMA CITY THUNDER ITALIA’S GUIDE
A questo punto non resta che la parte più divertente: tuffarsi nell’esaltante mondo dei prospetti di questo draft 2023. Una classe piena di talento, da inquadrare nell’ottica delle necessità dei Thunder a livello di roster, sfruttando le occasioni che la notte del draft saprà offrire. Offrirò qui una board dei giocatori con le rispettive projection, soffermandomi su quelli che ritengo ideali o papabili per vestire la nostra casacca. Tenete bene a mente i due scenari descritti sopra, ma soprattutto unitevi al grido: ‘In Sam Presti we trust!’
1-4 THE UNTOUCHEBLES
Victor Wembanyama, Scoot Henderson, Brandon Miller, Amen Thompson
Gli Spurs hanno fatto jackpot: con la numero uno si assicurano il miglior giocatore di questo draft, un prospetto generazionale sui due lati del campo. ‘Wemby’ è già sulla bocca di tutti, nonché il giocatore più in hype al draft dai tempi di LeBron James, per molti esperti il miglior prospetto di sempre. Scoot in altri draft sarebbe stata la top pick, Miller e il primo dei gemelli Amen Thompson sono altre due potenziali star intorno a cui costruire la propria franchigia. Per questi ovvi motivi, sono praticamente irraggiungibili. Impossibile fare ‘trade up’, difficilmente verranno scambiati se non per stelle già affermate, inutile anche dilungarsi troppo…
5-9 THE ‘TRADE UP’ GUYS
Jarace Walker, Taylor Hendricks, Cam Whitemore, Anthony Black, Ausar Thompson
Tra questi giocatori troviamo profili molto interessanti: a differenza dei precedenti però, c’è sicuramente più margine di manovra per fare ‘trade up’. OKC dispone di una grande quantità di assets utili a questo scopo, soprattutto di capitale al draft. Soltanto nei prossimi 8 anni la franchigia avrà a disposizione un totale di oltre trenta scelte, tra le quali spiccano le quattro prime scelte del 2024. Tutti aspetti decisivi, qualora Sam Presti decidesse di salire nell’ordine di chiamata. I 5 giocatori segnalati sono tutti grandi talenti, nessuno escluso, ma tra essi ce ne sono due che potrebbero veramente essere elementi fondamentali del presente e futuro core della squadra. Sto parlando di Jarace Walker e Taylor Hendricks, che meritano un approfondimento. Whitemore e Black diventeranno ottimi professionisti NBA, ma in questo momento non rientrano nelle principali necessità del nostro roster, hanno caratteristiche già presenti e che non colmano le nostre lacune a tal punto da sacrificare alcuni degli assets a disposizione. Discorso leggermente diverso per Ausar, gemello del già citato Amen. Non ha qualità esattamente ideali per i Thunder, forse un po’ ridondanti (super atleta, shooting guard di ottima stazza e fisicità ma tiratore discontinuo), tuttavia molti siti specialistici pensano che possa essere quello che a sorpresa scenda di più nella board: qualora dovesse scendere in zona 10-11, o addirittura libero alla 12 sarebbe assurdo non prenderlo in considerazione come ‘best player available’.
IL SOGNO: JARACE WALKER
Profile: SF, Altezza 204 cm, 219 cm di Wingspan, Freshman from Houston, Età 19

A mio avviso in assoluto il miglior giocatore possibile per OKC tra quelli disponibili quest’anno. Ala di grande forza fisica e con una figura davvero imponente. Tra i top difensori della classe, potenziale star su questo lato del campo. Elite nel tenere gli 1 vs 1 e nel marcare altre ali, grande mobilità e agilità per la stazza. Ha grande potenzialità di ‘switchability’, ossia cambiare su giocatori di taglia più piccola grazie alla velocità con cui muove i piedi. Al ferro è un muro, ha capacità di stare davanti all’uomo e di contestare tiri e stopparli. È uno straordinario rim protector grazie alla sua lunghezza e al corretto tempismo, soprattutto in aiuto. Ha molto pazienza e disciplina, ha grandi istinti difensivi in rotazione e recupero. La sua tenacia e intelligenza impatta visibilmente, spesso fa giocate vincenti. Offensivamente è un atleta versatile, ha tutto per essere un role player straordinario. Tiratore solido in catch and shoot, da 3 e da 2 per spaziare il campo, non perfetto ma ha una buona base migliorabile (cosa che ha già fatto quest’anno a livello di percentuali e meccanica). È un giocatore efficiente al ferro con tocco morbido e nel punire i mismatch. Palleggia discretamente ma soprattutto ha mostrato flash di playmaking e buon IQ nel leggere le situazioni e come passatore (innanzitutto negli short rolls). Deve imparare ad essere più deciso nell’attaccare il canestro chiudendo al ferro (fa ancora troppo affidamento al suo floater game) e diventare un tiratore ancora più continuo, specialmente in pull-up. Insomma molto di cui compiacersi e potrebbe avere Kenny ‘Hustle’ Williams da mentore… Make it happen.
BEST FIT: TAYLOR HENDRICKS
Profile: PF, Altezza 206 cm, 214 cm di Wingspan, Freshman da Central Florida, Età 19

Altro talento potenzialmente perfetto per le esigenze di coach Daigneault. Come Walker, altro giocatore difensivo super impattante. Molto versatile, può cambiare su tutti i ruoli da 1 a 5 e sui pick&roll. Grande protettore del ferro, da quasi due stoppate a gara. Solidissimo in aiuto dal lato debole o sulle linee di passaggio, dove mostra anticipazione e intelligenza. Anche lui aggiungerebbe lunghezza e stazza ad un roster che a prescindere dall’aggiunta di Chet Holmgren ne ha davvero bisogno. In attacco rimane un atleta formidabile: spiccata abilità di salto, che gli permette di finire spesso in schiacciata e avere pericolosità sui lob e a rimbalzo offensivo. La sua più grande caratteristica riguarda la sua abilità al tiro: eccellente cecchino sugli scarichi, con un rilascio fluido e alto sopra i difensori. È sempre in equilibrio e in movimento, sembra avere buon tocco anche in pull-up. Deve migliorare la fisicità al ferro e le percentuali sui layup, specialmente con la mano sinistra. Altre aree di lavoro sono la capacità di creare dal palleggio per essere meglio che un semplice spot-up guy sul perimetro; ma soprattutto i rimbalzi difensivi, ne prende pochi per il tipo di atleta che è. Forse è un giocatore meno decisivo e carismatico di Jarace, ma a livello di qualità è per assurdo ancora più adatto a quello che stiamo cercando. Scambiare per lui ha molto senso, innesto decisamente ideale.
DALLA 10 IN POI: I PAPABILI ALLA 12
Keyonte George, Gradey Dick, Cason Wallace, Kobe Bufkin, Dereck Lively, GG Jackson, Sidy Cissoko
Bonus: Leonard Miller, Nick Smith JR, Bilal Coulibaly
Questi sono i prospetti ‘in orbita’ scelta 12, tanto dipenderà da chi sarà disponibile e non già scelto in precedenza. I primi tre sono i miei prediletti e meritano qualche parola in più.

Kobe Bufkin è una guardia da Michigan, la mia alternativa preferita ai primi tre. Atleta mancino, rapido nel primo passo, eccelle come ‘slasher’ nel battere il difensore e nel finire al ferro con entrambe le mani, dove ha segnato al college con un’irreale 71%. Buon tiratore dal palleggio e sugli scarichi, bravo anche nelle letture e come passatore dal pick&roll e in penetrazione. Insomma è un’ottima opzione offensiva, mentre pur non essendo un difensore eccellente non è nemmeno negativo, soprattutto in 1 vs 1, come dimostrano le buone stats di rubate e stoppate per il ruolo. Credo che possa diventare una buona scintilla nelle rotazioni o dalla panchina con questi Thunder, portando punti ed energia ed alleggerendo come creator il peso offensivo per Shai, Giddey e JDub.
Lively è un centro da Duke, ottimo rim protector e difensore sul P&R. Tuttavia offensivamente è un giocatore molto limitato, pericoloso (per ora, sta provando a sviluppare tiro e gioco dal perimetro) soltanto sotto canestro, soprattutto sui lob e a rimbalzo offensivo in schiacciata. Onestamente ritengo che per questa squadra abbia poco senso a livello di fit. GG Jackson è un’ala grande con un talento offensivo gigantesco: scorer in self-creation, da 3, da 2 o al ferro, segna tiri complicati in isolamento anche grazie alla sua ‘craftiness’. Profilo interessante ma difensore spesso negligente e pigro per abitudini, a volte manca di effort. Gli ultimi workout pre-draft hanno visto il suo stock scendere, ma non è da sottovalutare il suo sponsor: l’ex Thunder Chris Paul, che lo ha prontamente segnalato a Presti.
Cissoko invece è un’ala della G-League Ignite, ottimo atleta e difensore, con buone prospettive al tiro: classico prototipo futuro di 3&D, ma non credo finisca da noi, a quest’altezza ci sono talenti ed opzioni migliori. Breve discorso anche su Leonard Miller e Nick Smith Jr: entrambi sono spesso dati più in basso nelle previsioni degli esperti, ma sono usciti alcuni rumors che parlano di un interesse della nostra organizzazione, anche se a mio avviso non si tratta di profili che in questo momento servono a completare la squadra. Il primo è il classico giovane che Presti adora, ‘big body wing’ con peculiari abilità per la stazza come ball-handler, decision maker, passatore e rim finisher. Sa tagliare molto bene, è un buon difensore ma la mancanza di tiro preoccupa: ha caratteristiche di cui il roster è secondo me già saturo (Giddey e Jay Will tra gli altri), sinceramente guarderei altrove. Il secondo nome soltanto due anni si pensava sarebbe stato tra le prime scelte assolute di questo draft: la sfortuna con diversi infortuni e le fluttuanti percentuali al tiro hanno abbassato non di poco la sua valutazione. Rimane una guardia talentuosa a livello offensivo, ma concordo coi dubbi sul suo profilo, penso che sia Bufkin che George abbiano caratteristiche simili e siano opzioni più adatte e complete. Per concludere bisogna citare Bilal Coulibaly: voci interne dell’ultimo minuto parlano di una promessa al ragazzo prima della scelta 15 di una franchigia sconosciuta, tanti hanno indicato i Thunder o i Raptors come principali possibilità.

Il ragazzo gioca in Francia coi Metroplitans 92, compagno di squadra di Wembanyama. L’hype per la scelta numero uno ha permesso di non far passare sottotraccia il suo esponenziale miglioramento da inizio anno, oltre che le sue recenti solide prestazioni nella postseason. Nel mio personale ordine rimane più vicino alla scelta 20 che alla nostra 12, detto questo il potenziale è evidente e non si tratta totalmente di un ‘progetto’: il suo size, atletismo uniti ad un buon ‘feel’ e intelligenza cestistica lo rendono un contributore di impatto già a 18 anni, con alte prospettive future. Per ora appunto solo voci di corridoio, ma di cui valeva la pena trattare.
THE MOST PROBABLE ONE: KEYONTE GEORGE
Profile: SG, Altezza: 194 cm, Freshman from Baylor, Età 19

Incrociando le previsioni dei principali siti specialistici, la guardia di Baylor è il nome più associato alla numero 12, non senza ragioni. Keyonte George è un giocatore dallo spiccato talento offensivo, un creator di ottimo livello che potrebbe generare punti aiutando Shai, Giddey e JDub a portare il load in attacco. Il potenziale come scorer è molto alto: segna con costanza dal palleggio, in pull-up da tre punti anche con range che va ben oltre la linea da tre. Utilizza bene i blocchi ma eccelle in isolamento, ha un grande arsenale di finte, handling, cambi di velocità o direzione e moves che gli permettono di essere un matchup difficile per chiunque in 1 vs 1. Ha un rilascio molto rapido e fluido e un ottimo ‘footwork’, che gli permette di segnare anche tiri complicati o impossibili contro difese impeccabili: questi playoff hanno dimostrato quanto sia importante avere ‘tough shot makers’, si citofoni a Jamal Murray. Attacca il ferro con decisione, cerca il contatto e lo assorbe bene concudendo con continuità con entrambe le mani. Potrà avere grande impatto anche come tiratore catch&shoot, ha buone percentuali ed è una guardia fluida e mobile, sa muoversi molto bene e tirare in un istante. Come facilitatore palleggia discretamente ed è un passatore sottovalutato (soprattutto in P&R), legge con abbastanza IQ e pazienza le situazioni di gioco ma può e deve migliorare in questi fondamentali. Il ‘decision making’ è un aspetto da monitorare, a volte concede turnovers non forzati ed esagera coi palleggi, può soffrire la pressione e le palle perse sono un possibile limite. Durante la stagione è migliorato come difensore sulla palla, rimane poco versatile su questo lato del campo: ha qualche blackout di troppo, tende ad avere qualche atteggiamento remissivo e posizionamento errato. Come ogni prospetto presenta dei limiti che possono essere limati, ma il suo potenziale offensivo inserito nel nostro sistema è ideale per il presente e la sua futura crescita, con un impatto simile a quello che si cercava da un giocatore come Tre Mann, che però al momento ha deluso.
BEST SHOOTER IN THE CLASS: GRADEY DICK
Profile: SF, Altezza 201 cm, Wingspan 203 cm, Freshman from Kansas, Età 19

Uno dei migliori tiratori della classe. Il prospetto da Kansas è spesso dato alla 10 o 11, ma ci sono buone possibilità che sia disponibile e sarebbe un’ottima opzione per OKC. Ala dal 40% da tre punti su un buon numero di tentativi, semplicemente letale off-ball, questo il suo più grande punto di forza. Non è il classico giocatore che sprinta intorno ai blocchi, ma ha grande capacità di muoversi senza palla per l’età, legge con attenzione gli spazi e sa rilocalizzarsi velocemente per creare tiri aperti. Rilascio morbido, textbook, rapido e replicabile, anche se non è ancora continuo alla perfezione, c’è tutto il potenziale per essere un tiratore di alto livello e ciò ha un valore sempre più essenziale in NBA. Inoltre è in grado di attaccare i close-out troppo aggressivi, è più che capace di mettere pressione al ferro e di punire con decisione i giocatori molto preoccupati dalla sua gravità sul perimetro: ha anche avuto qualche highlight in schiacciata e a rimbalzo dal lato debole. È un passatore intelligente, legge con cura le difese, ma le suo doti di playmaking si fermano a questo al momento, la sua creatività dal palleggio è abbastanza limitata. Ottimo anche dal midrange, anche in pull-up. Il più grande dubbio sul giocatore riguarda la sua sostenibilità difensiva: sarà spesso il target di molti attacchi NBA per la sua esile figura e la velocità di movimento laterale non eccelsa. Rimane un atleta discreto, di certo non pessimo, i miglioramenti nel tenere gli 1 vs 1 da inizio anno fanno ben sperare. In effetti l’effort e l’impegno sul lato difensivo non mancano mai, è sempre attivo e ha mani veloci con cui sorprende gli avversari in rubata. In prospettiva ha le carte e la mentalità per diventare un difensore accettabile, da questo dipenderà il successo nella sua carriera. Senza dubbio un vero tiratore puro a questi Thunder farebbe comodo, Isaiah Joe non può bastare come unico cecchino.
A TOUGH COMBO-GUARD (FROM KENTUCKY!): CASON WALLACE
Profile: PG, Altezza 194 cm, Wingspan 204 cm, Freshman from Kentucky, Età 19

Probabilmente il miglior difensore della classe. Guardia di Kentucky è sinonimo di successo, l’esempio sotto i nostri occhi è Shai, ma non bisogna dimenticare Booker, Jamal Murray, Fox, Monk e Maxey tra gli altri. Cason sembra poter avere un impatto diverso da questi, a partire dalla sua qualità di specialista divensivo, superba Point-Of-Attack guard. Primo passo impressionante, difficilmente viene battuto, forzando l’attaccante a jumpers complicati o step backs contestati. Super veloce e rapido ma anche paziente, ha istinti difensivi che non si possono insegnare. La posizione difensiva è sempre da manuale, che unita alla grinta e all’impegno sorprendente che ci mette gli permettono di inanellare giocate vincenti, che invertono il ritmo delle gare. Offensivamente è un giocatore interessante e versatile: buona minaccia in Catch&Shoot (35% da tre), la meccanica di tiro è molto pulita e gli permette anche di essere pericoloso dal mid range, nel Pick&Roll, ma soprattutto di crearsi il proprio tiro dal palleggio o in isolamento. Il tocco è incoraggiante e la base è solida, come spesso accade per le guardie di Kentucky c’è margine per alzare ancor di più il suo valore offensivo nella lega. Da non sottovalutare la sua efficienza al ferro e le doti da palleggiatore (gestisce bene la sua velocità ed è maturo nelle scelte). È un passatore convincente con spazio per miglioramenti. Deve far vedere di più come primary creator e nel range dei propri tiri e soluzioni, oltre che come screen navigator. Nel complesso si presenta come un giocatore ibrido e versatile sui due lati del campo, forse una delle scelte più ‘sicure’ del draft: nell’ipotesi peggiore un role player di buon livello, ma con buone ambizioni per essere qualcosa di più. Possiede molte qualità che si sposano bene col progetto dei Thunder: si inserisce bene nel sistema difensivo, oltre ad essere un altro giovane con la mentalità giusta a livello di cultura, che gioca in maniera dura e convinta per vincere e con voglia e possibilità di migliorarsi.
GLI SCENARI: LE SECONDE SCELTE
Non resta che dire due parole sulle possibili scelte al secondo giro. Il secondo giro del draft NBA è molto simile ad un casinò, luogo ideale per gli scommettitori. Gran parte dei giocatori scelti qui non avrà mai un reale impatto nella NBA, ma a volte si possono scovare diamanti grezzi (hidden gems), che possono diventare ottimi contributori nella lega o addirittura veri e propri jackpot su cui costruire la franchigia, come nel caso di Jokic. Sam Presti e l’organizzazione hanno dimostrato di saper massimizzare il valore di queste scelte, scovando giocatori utili come ad esempio Jaylin Williams da Arkansas in questa stagione o Jeremiah Robinson Earl, che dopo una prima solida stagione ha deluso lo scorso anno. La fiducia nel board executive in questo senso rimane invariata, vedremo cosa sceglieranno di fare con la numero 37 e 50. Anche in questo caso non è da escludere un ‘trade up’ aggressivo, con altri assets o addirittura unendo le due picks per salire scambiando fino all’inizio del secondo giro o alla fine del primo. Tenendo presente che fare previsioni riguardo all’ordine dei prospetti del secondo giro è ancora più imprevedibile e fluttuante, può essere comunque interessante segnalare qualche nome che potete approfondire, tra i giovani che ritengo più interessanti o che penso possano tornare più utili. Gli ho scelti cercando alcune o più caratteristiche, rispetto alle lacune del roster che potrebbero andare a colmare in sinergia con la scelta al primo giro:
- Rim Protection+Interior Defense, 2. Self Creation+Shot Making, 3. Tiratori da 3
- James NNaji: C, Barcelona, nato in Nigeria, Altezza 210 cm, Età18; Rim protection, rim pressure and finishing, atletismo, lob threat
- Trayce Jackson Davis: C/F, Senior from Indiana, Altezza 206 cm, Età 22; Rim protection, impatto difensivo, atletismo, finishing e playmaking, versatilità
- Jalen Slawson: F, Senior from Furman, Altezza 201 cm, Età 23; Impatto difensivo, playmaking, versalità offensiva+ tiratore migliorato col 39% da tre
- Brandin Podziemski: G, Sophomore from Santa Clara, Altezza 197 cm, Età 20; Elite shooter (43.8% 3PT su 6 tentativi), grande feel, handling, P&R creator, on/off ball
- Marcus Sasser: G, Senior from Houston, Altezza 190 cm, Età 22; Pull-up 3, 39% 3PT, shot creator, on/off ball versatility, primo passo, pitbull difensivo
- Julian Strawther: G, Junior from Gonzaga, Altezza 201 cm, Età 20; Tiratore puro (41% 3PT, 78%FT), buon rimbalzista+difensore, secondary ball-handler, 3&D
- Ben Sheppard: G, Senior from Belmont, Altezza 199 cm, Età 22; Tiratore puro (41.5% 3PT), Movement off-ball shooter, buon difensore, 3&D
- Bonus: Colby Jones, Mouhamed Gueye, Kobe Brown
