La stagione è ufficialmente terminata e come ogni anno è dunque arrivato il momento di tirare le somme e valutare l’operato di ogni giocatore che ha fatto parte del roster.
SHAI GILGEOUS-ALEXANDER: 9,5
Annata clamorosa quella di Shai, ai limiti della perfezione. Ben 45 partite oltre quota 30 punti (come lui solo Kobe, LBJ, Harden, KD e Iverson), terzo giocatore (dopo Lebron James e Michael Jordan) a tenere una media di oltre 30 punti, 4 rimbalzi, 5 assist, una stoppata e un recupero a partita, tirando con il 50% dal campo. Come ciliegina sulla torta non poteva mancare la prima convocazione in carriera per l’All Star Game di Salt Lake City. Se i Thunder sono arrivati ad una sola partita dai playoff e hanno riassaporato il sapore della post season è gran parte per merito suo.
LUGUENTZ DORT: 6,5
Sufficienza risicata per quanto mostrato in regular season, ma mezzo voto in più è obbligatorio considerando la fantastica prestazione contro New Orleans ai play-in. Il ministro della difesa ha faticato rispetto alla stagione precedente, non mostrando i progressi sperati dopo il meritato rinnovo di contratto e mettendo sempre più in dubbio le coesistenza con Shai e Giddey. In estate dovrà lavorare duramente per presentarsi al training camp migliorato, soprattutto nella metà campo offensiva.
JOSH GIDDEY: 7,5
Stagione in crescendo per l’australiano, che dopo un primo mese e mezzo complicato – nel quale sembrava un lontano parente del giocatore ammirato nell’anno da rookie – ha trovato buone prestazioni, migliorando sotto ogni voce statistica, in tanti aspetti del proprio gioco e nella chimica con Shai. Come per Dort mezzo voto in più per la grande partita offerta contro i Pelicans ai play-in.
JALEN WILLIAMS: 8,5
Il rookie dei Thunder è uno dei principali protagonisti della stagione di OKC e si giocherà con Banchero e Kessler il premio di matricola dell’anno. Nonostante fosse considerato da tutti gli addetti ai lavori un prospetto NBA-ready, il prodotto di Santa Clara è andato oltre le più rosee aspettative, entrando ben presto nel quintetto titolare e diventando una pedina fondamentale nello scacchiere di coach Daigneault. Ora arriva il difficile, confermarsi l’anno prossimo.
JAYLIN WILLIAMS: 7
Inizialmente sembrava dover essere solo un meme con il suo omonimo, invece JWill si è pian piano fatto strada fino ad arrivare alle porte dello starting lineup a furia di buone prestazioni, sfruttando nel migliore dei modi le occasioni avute durante le assenze per infortunio dei compagni di reparto. Buon passatore e sorprendentemente buon tiratore (40.7% da tre), ma ciò che sa fare meglio è prendere gli sfondamenti (il migliore in assoluto in NBA).
KENRICH WILLIAMS: 7,5
Giocatore di importanza capitale per i Thunder, la cui assenza per infortunio si è fatta sentire nella seconda parte di stagione, nonostante la conquista di un posto ai play-in. Kenny Hustle è il veterano che serve a questa squadra e a coach Daigneault nei suoi quintetti small. Fondamentale.
ISAIAH JOE: 8
Arrivato a stagione iniziata dopo essere stato tagliato da Philadelphia, Joe è esploso con la maglia di OKC nella trasferta di Dallas del 30 ottobre scorso, quando segnando 15 punti tra ultimo quarto e overtime regalò un clamoroso successo ai Thunder. Da quel momento in poi si è ritagliato spazio in uscita dalla panchina e come specialista da tre punti (40.9%). Finalmente un tiratore ad Oklahoma City.
ALEKSEJ POKUSEVSKI: 6,5
Poku aveva iniziato l’annata con la promozione nel quintetto titolare e mostrando buoni progressi (36% al tiro dalla lunga distanza e capacità di rim protection). A dicembre un grave infortunio lo ha tenuto fuori fino a marzo inoltrato e nelle ultime partite di regular season non è riuscito a ripetere le prestazioni offerte nei primi due mesi di stagione. Giudizio rimandato all’anno prossimo.
OUSMANE DIENG: 6,5
È un progetto. E come tale va giudicato. Il rookie francese ha passato molto tempo in G-League così da poter avere spazio e trovare minuti con continuità. Le volte in cui è stato chiamato in causa con i Thunder ha sempre dato un buon contributo per essere alla stagione d’esordio in NBA, dimostrando di avere lampi interessanti.
LINDY WATERS: 6,5
Il nativo dell’Oklahoma, il ragazzo di casa. Inizialmente firmato come two-way contract, si è guadagnato un contratto standard a stagione inoltrata ed è stato inserito stabilmente nelle rotazioni di coach Daigneault, garantendo pericolosità dal perimetro e applicazione difensiva.
TRE MANN: 5
Annata deludente per Mann, che dopo le prime ottime partite è calato, perdendo il posto in rotazione in favore di Joe e Waters, più utili ad un ruolo di gregario. Le qualità ci sono, ma probabilmente è un giocatore che per rendere al meglio ha bisogno di tanti minuti a disposizione.
AARON WIGGINS: 7
Spesso ignorato da coach Daigneault ad inizio stagione, si è anche lui conquistato sul campo un posto stabile in rotazione, portando difesa, tiro e sostanza dalla panchina. Speriamo di vederlo più spesso l’anno prossimo.
JEREMIAH ROBINSON-EARL: 5,5
Il lungo prodotto di Villanova era reduce da un’ottima stagione da rookie, ma quest’anno, dopo un buon inizio, ha deluso le aspettative. L’infortunio che lo ha tenuto fuori per diversi mesi può essere una giustificazione, ma i limiti tecnici sono evidenti e con JWill in rampa di lancio si dovranno fare le valutazioni del caso.
DARIO SARIC: 6,5
Arrivato alla trade deadline, il croato ex Phoenix è stato un veterano di grande importanza nella corsa dei Thunder ai play-in. Con la sua esperienza e la sua pericolosità perimetrale è riuscito a farsi spazio nel reparto lunghi, facendo accomodare in panchina JRE e Poku. A scadenza, difficilmente lo rivedremo con la maglia di Oklahoma City.
MIKE MUSCALA: 8,5
Dopo il rinnovo in estate si pensava sarebbe rimasto per sempre in Oklahoma, ma l’ultimo giorno di mercato è stato ceduto a Boston. Il suo addio è stato difficile da accettare e la sua assenza si è fatta sentire. Nei quattro mesi con i Thunder è stato determinante e sempre tra i migliori.
DARIUS BAZLEY: 5
Esperimento fallito. Una delle più grandi delusioni degli ultimi anni. Scambiato ai Suns per Saric e una scelta al secondo giro dopo che i tentativi di farlo tornare il giocatore visto nel suo anno da rookie e di farlo giocare da 5 tattico erano ormai terminati con esiti negativi.
OLIVIER SARR: 6
Tornato a vestire la canotta dei Thunder nella seconda parte di stagione dopo aver firmato uno dei due two-way contract. Si è visto poco, ma con la prestazione nella vittoria sul campo dei Clippers si è meritato la sufficienza.
EUGENE OMORUYI: 6,5
Insieme a Waters era uno dei due two-way contract di inizio anno. Ogni volta che è stato chiamato in causa ha reso, portando energia nella second unit in uscita dalla panchina. Tagliato dopo che era stato firmato con un contratto standard.
JARED BUTLER: s.v.
Impossibile giudicare un giocatore che ha trovato spazio solo per pochi minuti e nell’ultima partita di regular season con tutti i titolari a riposo in vista del play-in.
COACH DAIGNEAULT: 9
Questi Thunder giocano una pallacanestro organizzata, divertente e quest’anno anche spesso vincente. Tutti i giocatori lo hanno riempito di elogi e lo seguono in questo processo di rebuilding. Aver sfiorato i playoff merita un voto così alto. Non ci vorrà molto, ma già ora è il miglior allenatore nella storia della franchigia.
