Dopo la sconfitta nell’ultimo turno del play-in contro Minnesota che ha messo fine alla stagione dei Thunder, lo squadra è rientrata ad Oklahoma City accolta da molti tifosi all’aeroporto e nella giornata di ieri i giocatori si sono presentati davanti alla stampa per le canoniche exit interviews che determinano il rompete le righe finale.
Tutti i protagonisti della splendida annata appena conclusa hanno dunque parlato ai giornalisti locali. Unico assente coach Daigneault, appena diventato papà per la seconda volta. Di seguito le dichiarazioni più importanti.
SHAI:
“Fisicamente sto bene anche se so che non sembra [per via dell’occhio gonfio dopo la gomitata subita da Gobert, ndr]. È stato un anno pazzesco, divertente e come sempre è passato velocemente. A inizio stagione non ci siamo prefissati risultati particolari da dover raggiungere e abbiamo cercato di non ascoltare le opinioni della gente. Siamo andati avanti giorno dopo giorno, divertendoci e cercando di ottenere il massimo dal nostro processo. Siamo un gruppo di ragazzi giovani, quasi come una squadra di college, che lavora duramente e che vuole sempre migliorare. Il front office ha messo la palla nelle nostre mani, spiegandoci che dipende tutto da noi, che siamo noi a controllare la narrativa di questa squadra e che per arrivare dove vogliamo ci sono degli step da affrontare. Quest’anno ho cercato di non ascoltare i giudizi che provenivano dall’esterno, di essere il miglior giocatore e leader per i miei compagni senza badare a quelle che erano le statistiche, i record o i giocatori del passato a cui sono stato accostato. I riconoscimenti fanno piacere, ma è merito di tutta la squadra. So che può sembrare un cliché, ma non penso sia una coincidenza che siano arrivati proprio quando la squadra ha fatto bene. Giddey? È migliorato tantissimo quest’anno, soprattutto nel corso della stagione. Ha aggiunto nuove cose al suo gioco. Chet è davvero un bravo ragazzo, con cui è facile andare d’accordo. In campo vuole essere un gran giocatore e mettersi alla prova con il mondo. Quest’anno non ho scoperto nulla di nuovo sul coach, perché già sapevo che tipo di allenatore è. Fin dal primo anno ha dimostrato di avere un sistema con tante idee di base che condivido al 100%. Le ha installate in noi quando eravamo una squadra da 20 vittorie e questo ci ha aiutato ad arrivare fino a qui. In estate ho in programma di giocare con la nazionale canadese come ho fatto l’anno scorso”.
DORT:
“È stata una stagione divertente. In off season lavorerò su tanti aspetti del mio gioco, soprattutto sull’essere più efficiente e sul prendere tiri migliori. In queste due partite ai play-in abbiamo dato tutto, perché questo tipo di sfide, da win or go home, ti fanno dare quel qualcosa in più. L’anno prossimo dovremo resettare e rifare tutto da capo perché si riparte da zero vittorie, non dalle quaranta di questa stagione e io voglio fare qualsiasi cosa necessaria per aiutare la mia squadra a vincere. Coach Daigneault ha messo delle solide fondamenta, ci ha fatto essere pronti e sento di essere migliorato tanto sotto la sua guida. Mi fa piacere che tanti grandi scorer mi abbiano fatto i complimenti per la mia difesa. In estate giocherò per team Canada”.
GIDDEY:
“È dura terminare così la stagione, soprattutto dopo la grande partita di New Orleans. Purtroppo non siamo entrati in campo nel modo giusto, loro hanno più esperienza e sanno come si devono approcciare queste partite. Sono stati migliori di noi e non ci sono scuse. La cosa migliore di questo gruppo è però che lascia ciò che è successo nel passato, come abbiamo fatto anche dopo aver perso le prime 5 partite rientrati dall’All Star Game. Il fit con Shai? Ho detto l’anno scorso che queste cose richiedono tempo. Come avete visto questa stagione è andata meglio e la chimica tra noi continuerà a crescere. Adoro giocare con lui ed è uno dei migliori della lega. Non vedo l’ora che torni Chet. Continuerò a lavorare sul mio tiro in estate, così come su tante altre cose. Inoltre ho in programma di giocare con l’Australia”.
HOLMGREN:
“Chiaramente avevo altre aspettative per questa prima stagione in NBA, ma ho cercato di lavorare con quel che avevo a disposizione e mi sono assicurato di stare il più possibile vicino ai miei compagni. Mi sento alla grande. Ho avuto un’ottima squadra al mio fianco, che mi ha aiutato a tornare alla mia condizione ideale. Ormai sono verso la fine del mio recupero e sto iniziando a giocare qualche 5vs5 in più e a togliere le ultime restrizioni che avevo. Non so se giocherò la Summer League, farò quello che mi diranno di fare in base a quelli che sono i programmi della squadra. Il post con scritto “free 7″? Semplicemente sono ansioso di tornare in campo perché amo la pallacanestro. Sono molto fiducioso per il futuro visto come le cose vengono gestite in questa franchigia e la qualità delle persone che ci lavorano. La città e i tifosi sono un esempio dell’ospitalità del sud degli Stati Uniti”.
JALEN WILLIAMS:
“Il basket della post season è molto più fisico di quello delle 82 partite di stagione regolare. Anche il tifo è più caldo. La gente indossa le magliette dello stesso colore che ci sono all’arena, fa più rumore ed esulta ad ogni tiro. Questa esperienza ci servirà in futuro. Questa franchigia è come una famiglia e ti fa dimenticare che l’NBA è un business”.
JAYLIN WILLIAMS:
“È stato bellissimo giocare i play-in. È stato un anno divertente, ricco di avvenimenti e nel quale ho imparato tante cose, nonostante sia passato velocemente. Vivere ad Oklahoma City è incredibile, sono praticamente il nipote di tutto il mio quartiere”.
KENRICH WILLIAMS:
“Mi sento bene e il mese prossimo toglierò il gesso. Ho accettato l’infortunio, anche se è difficile dover stare lontano dal campo. La nostra crescita è evidente e sono orgoglioso dei miei compagni. Mi chiamano “old head” ma in realtà ho solo 28 anni”.
JOE:
“Questa squadra ha un legame davvero forte. Avere la mia famiglia presente a quasi tutte le partite casalinghe è bellissimo e avere la possibilità di giocare vicino a casa è speciale”.
POKU:
“Il mio ginocchio sta bene. Ora riposerò qualche giorno e poi tornerò ad allenarmi. Quando sei infortunato e non riesci a giocare bene è frustrante. In estate cercherò di diventare più forte per poter marcare più ruoli. Non vedo l’ora di poter giocare con Chet, col quale ho legato molto. Coach Daigneault è una persona eccezionale. Se sei in difficoltà sai di poter contare su di lui e che cercherà di metterti nella situazione migliore possibile”.
DIENG:
“Quest’anno ho imparato a non esaltarmi o deprimermi troppo. Credo che giocherò la Summer League”.
WATERS:
“Giocare i play-in è stato esaltante. In stagione ho avuto tanti alti e bassi ma sono grato di aver potuto giocare con questa maglia”.
MANN:
“Mi sento un giocatore migliore rispetto all’anno scorso e anche rispetto ad inizio stagione, nonostante sia stata un’annata difficile. In estate resterò in forma e farò quello che mi hanno detto di fare gli allenatori. Le didascalie sotto i post Instagram di Shai? Sono sicuro si faccia aiutare da Drake”.
WIGGINS:
“Faccio fatica a smettere di sorridere. Quest’anno è passato velocemente ed è stato estremamente divertente. Ad OKC mi sento a mio agio, sento di poter essere me stesso”.
JRE:
“È stata una stagione di crescita per tutti quanti. Per la prima volta nella mia carriera sono dovuto stare lontano dal campo per un periodo esteso di tempo e non è stato facile”.
SARIC:
“Mi sono trovato molto bene ad Oklahoma City, vedremo in free agency cosa succederà. Mi piacerebbe tornare ma ci sono tante cose che accadranno tra giugno e luglio. Questa è un’organizzazione di altissimo livello e lo sanno tutti all’interno della lega. Le due partite di play-in sono state molto importanti per l’esperienza di questi ragazzi giovani. È un peccato essere usciti quando eravamo così vicini ai playoff. Shai? È un giocatore eccezionale, uno dei migliori con cui ho giocato. Inoltre è un ottimo leader e ha davanti a sé un futuro radioso. Coach Daigneault è davvero avanti, riesce a vedere il gioco in maniera differente”.
