È tempo di New Orleans Pelicans vs Oklahoma City Thunder, è tempo di play-in. Dopo due anni di assenza OKC torna a disputare una gara di post season e andrà in Lousiana alla ricerca di una vittoria che le regalerebbe l’accesso allo step decisivo per giocarsi la qualificazione ai playoff da testa di serie numero 8.
COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE AI PLAY-IN?
Oklahoma City si presenta alla sfida contro New Orleans come la “Cenerentola” del gruppo e il pass conquistato per il play-in ha rappresentato il coronamento di un’annata sorprendente, che l’ha vista mettersi alle spalle squadre alla vigilia più quotate – come Dallas e Portland – e che ha segnato la crescita dei tanti giovani a roster. I Thunder sanno di non avere nulla da perdere e avranno la mente sgombra di chi è già andato oltre le più rosee aspettative stagionali. I Pelicans invece si affacciano a questa sfida da favoriti e dovranno fare i conti con il possibile contraccolpo psicologico della sconfitta maturata a Minneapolis nello scontro diretto contro i Timberwolves nell’ultima partita di regular season, che li ha fatti scivolare fino al nono posto della Western Conference, dopo aver addirittura assaporato a tratti l’accesso diretto ai playoff. Entrambe le squadre avranno assenti di lusso. OKC non avrà a disposizione, oltre ai lungo degenti Holmgren e Kenrich Williams, Pokusevski per un problema al ginocchio e i due two-way contract Sarr e Butler, non eleggibili per la post season. New Orleans dovrà invece rinunciare a due pedine cruciali come Zion Williamson e Jose Alvarado, ancora alle prese coi rispettivi infortuni.
I PRECEDENTI STAGIONALI
Pelicans e Thunder si sono affrontati quattro volte nel corso della stagione regolare, con la franchigia della Lousiana vincitrice in tre occasioni, nonostante non abbia mai potuto usufruire del roster al completo a causa dei tanti problemi fisici che hanno condizionato l’annata. I risultati finali raccontano però di partite estremamente equilibrate (105-101, 128-125 dopo un tempo supplementare, 103-100) e l’ultimo incontro ha visto OKC imporsi nettamente 110-96 a New Orleans. Queste quattro partite hanno evidenziato i principali punti di forza e di debolezza di entrambe le squadre, nonché alcuni fattori chiave in vista del matchup al play-in.
5 FATTORI CHIAVE DELLA SFIDA
1) La difesa di New Orleans su SGA
I Pelicans hanno dimostrato di avere in Herb Jones uno dei migliori difensori della lega su Shai. Nonostante il numero 2 dei Thunder abbia comunque viaggiato a 33.5 punti di media nei quattro precedenti stagionali e sia andato in lunetta poco più di 12 volte di media a partita, il prodotto di Alabama lo ha costretto a percentuali tutt’altro che eccelse, come testimoniano il 44.5% dal campo e il 30.5% da tre punti.
Un fattore determinante per l’esito di questo duello sarà il metro arbitrale. I Pelicans infatti cercheranno di limitare Shai mettendo grande pressione a livello fisico. Qualora gli arbitri dovessero concedere a New Orleans questo tipo di marcatura allora i padroni di casa avranno un gran vantaggio. Se invece, al contrario, gli arbitri dovessero punire la difesa fisica dei Pelicans allora SGA potrebbe trovare tanti punti dalla lunetta, costringendo Nola a cambiare il proprio il game plan.
2) La difesa di OKC su Ingram
Se i Pelicans hanno dimostrato di avere le contromisure per cercare di arginare il miglior giocatore dei Thunder, lo stesso non si può dire di OKC. La squadra di coach Daigneault infatti non presenta a roster un difensore in grado di contrastare efficacemente Brandon Ingram, che nell’unica partita giocata in stagione contro Oklahoma City ha realizzato 34 punti, tirando con il 58% dal campo ed il 60% da oltre l’arco dei tre punti, con tanto di canestro della staffa nel finale. In quell’occasione, vista l’assenza di McCollum, in marcatura sull’ex Lakers venne schierato Dort (il miglior difensore POA di OKC) che però non riuscì a limitare il numero 14 di Nola, pagando troppi centimetri in altezza (6’8″ Ingram contro 6’4″ Dort).
È probabile che il ministro della difesa verrà comunque riproposto in marcatura sul primo violino di New Orleans e che per limitarlo ulteriormente verranno attuati raddoppi costanti dalla difesa dei Thunder, scommettendo di conseguenza sulle percentuali al tiro degli altri Pelicans, come spesso fatto anche in stagione regolare contro avversari con più size. L’alternativa per il coaching staff di OKC è quella di affidare la marcatura di Ingram a JDub (più alto e con braccia molto lunghe), spostando Dort su McCollum.
3)Valanciunas e la maggiore size dei Pelicans
Chi invece, a sorpresa, la difesa di Oklahoma City non ha particolarmente sofferto è Jonas Valanciunas. Il lungo lituano nei quattro incontri stagionali contro OKC non è infatti mai andato in doppia-doppia e in tre occasioni su quattro ha avuto un plus/minus negativo, non riuscendo a sfruttare tanto quanto ci si sarebbe aspettato la mancanza di size dei Thunder sotto i tabelloni. Anzi, OKC ha cercato di trarre vantaggio dalla presenza sul parquet dell’ex Raptors, attaccandolo ripetutamente per sfruttarne le lacune difensive. Oltre alla maggiore taglia nel frontcourt (composto anche da Larry Nance Jr e Jaxson Hayes), la versatilità e la lunghezza degli esterni di New Orleans permetterà ai Pelicans di avere un evidente vantaggio anche negli altri matchup e costringerà Oklahoma City a cercare delle contromisure, pur senza rinunciare ai quintetti small di coach Daigneault, che nel corso della stagione hanno permesso ai Thunder di ottenere risultati importanti.
4) Le percentuali al ferro e da tre punti
New Orleans, nonostante il pessimo 3/21 contro Minnesota, è stata la decima miglior squadra della lega al tiro da tre punti in stagione regolare, con un ottimo 37.2%, grazie a dei veri e propri specialisti come Trey Murphy (40.6%), CJ McCollum (38.9%) e Brandon Ingram (39%). OKC invece quest’anno ha fatto registrare evidenti progressi nel tiro dalla lunga distanza grazie all’arrivo del shooting coach Chip Engelland, passando dall’essere la peggior squadra della lega a diciottesima (36.1%). Nel mese di marzo le percentuali dei Thunder sono però calate al 34% e dovranno ora fare i conti con la miglior difesa dell’NBA sul tiro perimetrale, che concede solo il 34.3%. Un dato completamente opposto e curioso riguarda invece le conclusioni al ferro. I Pelicans sono infatti la peggior difesa sotto canestro di tutta la lega, concedendo il 71.6%, mentre i Thunder sono la squadra che conclude peggio nei pressi del tabellone (con il 62.5%) nonostante abbiano a roster Shai (23.9 drives per game con il 64% al ferro) e siano la terza squadra in NBA per tentativi nell’ultimo metro di campo, con il 37.3% dei tiri presi a ridosso del canestro. Per l’esito finale della partita saranno dunque decisive sia le percentuali al tiro pesante di Nola che quelle al ferro dei Thunder, chiamati a sfruttare nel migliore dei modi la mancanza di rim protection di Nola.
5) Difesa a zona dei Pelicans
Come detto in precedenza New Orleans ha a disposizione le contromisure per cercare di limitare SGA, ma qualora Jones dovesse faticare nella marcatura sul talento dei Thunder, coach Green potrebbe optare per una difesa a zona, già utilizzata in stagione regolare contro altri avversari e situazione tattica che Oklahoma City ha già dimostrato quest’anno di non saper leggere nei migliori dei modi. Se i Pelicans la dovessero proporre allora ai Thunder non basterebbe più solo aumentare le percentuali al ferro, ma dovrebbero pescare dal cilindro anche un’ottima serata al tiro dalla lunga distanza, cercando di sfruttare soprattutto lo specialista Isaiah Joe (40.9% in stagione) e di mettere in ritmo anche i vari Wiggins, Waters, JWill e Saric.
Al di là degli aspetti tattici analizzati, in una gara secca tutto è possibile e potrebbero essere determinanti anche la maggiore esperienza dei Pelicans a questi livelli, la shooting luck, il fattore psicologico di chi non ha niente da perdere e tutto da guadagnare come i Thunder e il tifo del pubblico di New Orleans. Al campo passa ora l’ultima parola.
