HOLMGREN: “L’INFORTUNIO? RIFAREI TUTTO UGUALE”

Sul proprio canale YouTube Chet Holmgren ha raccontato la sua estate, dalla notte del draft fino all’infortunio al piede subito a Seattle durante una partita del torneo Pro-AM organizzato da Jamal Crawford.

La seconda scelta assoluta dell’ultimo draft, nel video pubblicato, ripercorre tutti gli spostamenti fatti in estate, a cominciare dalla notte che lo ha visto approdare ufficialmente in NBA e la presentazione (il giorno successivo) ad Oklahoma City. La Summer League di Salt Lake City è stata la prima occasione per Holmgren di giocare a basket 5vs5 dopo quasi quattro mesi dall’ultima volta (March Madness con Gonzaga). Nel processo che lo ha portato al draft gli era infatti stato vietato di giocare con altri ragazzi e il lavoro che ha potuto fare era esclusivamente di 1vs1. Dopo la Summer League di SLC, Chet e i Thunder hanno partecipato anche a quella più prestigiosa di Las Vegas, sulla quale vengono puntati i riflettori da parte dei tifosi e degli addetti ai lavori, essendo l’unico evento cestistico di un certo livello in estate. Conclusa l’esperienza in Nevada, Holmgren spiega come ha preferito tornare a casa sua a Minneapolis per allenarsi anziché godersi qualche giorno di vacanza a Miami, nonostante un viaggio ed una stanza d’hotel già prenotati. Chiamato da Jamal Crawford ha successivamente preso parte all’evento del torneo Pro-AM a Seattle (con Banchero), prima di spostarsi a Los Angeles per allenarsi con altri giocatori NBA (tra cui Durant, Derozan, Embiid, Trae Young, Tatum e Oladipo) due volte al giorno sul parquet e sei giorni a settimana in sala pesi.

Tornato a Seattle per un camping organizzato da un suo ex compagno dei Bulldogs, è stato richiamato da Crawford per partecipare il sabato alla seconda data del Pro-AM, alla quale avrebbe partecipato anche Lebron James. Chet dichiara che in un primo momento era tentato di rifiutare, essendo esausto dopo il lavoro svolto a Los Angeles ed un’estate piena di impegni. Non avendo però mai detto di no alla possibilità di giocare, ha scritto all’ex Clippers di tenere una maglia pronta per lui. Come andò quella partita lo sappiamo tutti. Nel video il numero 7 di OKC racconta la sensazione avuta dopo aver messo a terra il piede: “Ho sentito come se fosse scoppiato qualcosa nella scarpa, ho fatto due tre passi e mi sono accorto che qualcosa non andava, ma non avevo dolore. Sono andato in panchina, ho tolto la scarpa e mi sono reso conto che non era rotta. Mi sono allora avviato verso lo spogliatoio e camminando a piedi nudi ho capito che mi era successo qualcosa. Ho chiamato il mio agente e gli ho detto che dovevo andare subito in ospedale per verificare di cosa si trattasse. Non ho mai avuto un infortunio da quando gioco, al massimo sono stato fermo per una settimana, stavo impazzendo. In tanti mi hanno dato del matto per aver cercato di difendere ad una partita di quel livello, ma giocare al massimo è parte della mia natura competitiva. Se potessi rigiocare quella azione rifarei la stessa identica cosa”.

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