DRAFT REVIEW

Dopo settimane di attesa nelle quali sono stati presi in considerazione diversi scenari, il Draft 2022 è finalmente andato in archivio, con i Thunder che hanno aggiunto 4 nuovi giocatori al proprio roster (arrivato ora a quota 22 elementi).

La mattina dopo, come sempre, è il momento dedicato all’analisi a mente fredda di quanto accaduto al Barclays Center di Brooklyn, partendo dalla chiamata con la pick #2: Chet Holmgren.

A differenza di 12 mesi fa – quando venne selezionato Josh Giddey – quest’anno nessuna sorpresa ha accompagnato la prima scelta a disposizione dei Thunder, che come da previsione hanno puntato le loro fiches sul lungo di Gonzaga, nonostante gli Orlando Magic avessero appena completato un magnifico smoke screen per selezionare Paolo Banchero alla #1, lasciando così a disposizione di OKC sia Jabari Smith Jr che Chet Holmgren. Per ammissione dello stesso Presti i Thunder hanno preferito proseguire sulla strada delineata a tavolino selezionando il prospetto che rappresentava la prima opzione della franchigia. La soddisfazione dell’intero front office è stata condivisa anche dal giocatore che nei giorni precedenti al draft aveva lasciato più volte intendere come l’Oklahoma fosse la sua destinazione preferita. Inoltre con questa pick i Thunder concludono un lungo lavoro di scouting si Holmgren iniziato già tre anni fa, come affermato alla stampa da Will Dawkins.

Oklahoma City ottiene dunque un incredibile rim protector, un giocatore che non teme il contatto fisico in difesa (nonostante sia molto esile) ed in grado di cambiare anche su giocatori più piccoli. In attacco Holmgren permetterà a coach Daigneault di avere una squadra più pericolosa dal perimetro e allo stesso tempo risulterà essere per Shai e Giddey un compagno da servire nei pressi del ferro, dove ha percentuali di realizzazione incredibilmente alte. A tutto questo c’è da aggiungere anche una clamorosa capacità di ball-handling che gli consente di guidare la transizione offensiva dopo aver catturato un rimbalzo difensivo. Come per ogni rookie dovrà essergli concesso il tempo di crescere, sbagliare e maturare, ma con un profilo ed una struttura fisica del genere Holmgren ha assolutamente tutto quel che serve per diventare un tassello importante per il futuro dei Thunder.

La prima sorpresa della nottata sponda OKC è arrivata con Ousmane Dieng. Il giovane prospetto francese era sì accostato ai Thunder in diversi mock draft, ma la sua chiamata con la pick #11 da parte dei Knicks aveva fatto pensare ad una curiosa scommessa di New York, che avrebbe così spalancato la possibilità a Oklahoma City di selezionare uno tra AJ Griffin e Jalen Duren. Invece, pochi secondi dopo l’annuncio della scelta, si è scoperto che i Knicks avevano selezionato l’ex giocatore dei Breakers per i Thunder in cambio di 3 future prime scelte protette. Sam Presti con questa mossa si è dunque aggiudicato il giocatore che voleva, dimostrando di credere in lui fortemente. Nella conferenza post draft, il GM di OKC ha affermato di seguire Dieng dall’età di 16 anni, quando giocava ancora in Francia e di puntare molto sulle sue capacità tecniche e fisiche. Ma che giocatore è Ousmane Dieng? Il francese è un’ala piccola con innati istinti di playmaking, ma in grado di giocare molto bene anche off ball grazie ad un atletismo che gli permette di essere particolarmente efficace nei pressi del ferro ed un tiro in netta crescita dopo una prima parte di stagione 2021/22 disastrosa. Difensivamente ha ancora ampi margini di miglioramento, ma con le sue lunghe leve dopo un periodo di adattamento potrebbe consacrarsi come una dei top-5 giocatori di questo draft, facendo fare ai Thunder un gran salto di qualità nel reparto ali.

Neanche il tempo di riprendersi da questa trade-up ed OKC si trova nuovamente a dover selezionare con la pick #12. Nonostante Griffin e Duren ancora disponibili, Presti decide per un’altra scelta abbastanza sorprendente, una mezza reach: Jalen Williams da Santa Clara. A differenza di Dieng, che è un progetto vero e proprio, Williams è fin da subito un prospetto capace di avere un impatto su un parquet NBA. Si tratta infatti di un giocatore di 21 anni che ha pochi difetti, che ha destato ottime impressioni alla draft combine grazie ad una wingspan di 7-2 e che è in grado di difendere, tenere palla, tirare e creare per gli altri. Un ottimo profilo a tutto tondo che può essere utilizzato in diversi ruoli offensivi e che andrà a migliorare un reparto in cui i Thunder peccano di talento. Se dovesse crescere come previsto, potrebbe diventare un giocatore simile a Mikal Bridges, ovvero non una superstar ma una pedina importantissima per l’economia dell’intera squadra.

Per concludere il draft 2022 Oklahoma City ha selezionato con la pick #34 un altro Williams, Jaylin. Il prodotto di Arkansas è un profilo molto simile a Jeremiah Robinson-Earl e per questo la sua scelta desta qualche dubbio. Si sarebbe potuto rischiare maggiormente selezionando un giocatore come Kamagate, o puntare su un’altra ala da draftare e lasciare in Europa come Procida e Nzosa, o ancora uno dei tanti prospetti interessanti sorprendentemente usciti dal primo turno come Kendall Brown, EJ Liddell e Jaden Hardy.

Se nel corso della nottata diversi tifosi della community italiana hanno mostrato dubbi riguardo a queste scelte, i vari esperti del settore (sia americani che italiani) hanno invece inserito i Thunder fra i vincitori di questo draft 2022. Con tre scelte nelle prime 12 pick, OKC ha voluto garantirsi la possibilità di selezionare il maggio numero di talento possibile, prendendosi sì alcuni rischi, ma creandosi allo stesso tempo la possibilità di avere grandi benefici in futuro.

Infine, prima di giudicare e trarre conclusioni definitive sarebbe il caso di aspettare di vedere in azione questi ragazzi, ricordando cosa successe già dopo il draft dell’anno scorso.

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