PRESENTAZIONE DEI ROOKIE: TUTTE LE DICHIARAZIONI

Andata in archivio la notte del draft, per i giovani talenti scelti dai Thunder continua il processo d’ingresso nella lega. Il secondo step, ovvero quello della conferenza stampa di presentazione, si è tenuto ieri sera al Paycom Center, davanti ai familiari dei quattro ragazzi e a diversi giornalisti, che finalmente sono potuti tornare nelle sale conferenze delle arene NBA, ritrovando una sorta di normalità che era sparita causa Covid.

In un clima sereno e di positività, sono state diverse le dichiarazioni interessanti dei quattro rookie e del GM Sam Presti. Di seguito le più significative.

SAM PRESTI:
Il general manager di Oklahoma City è stato il primo a prendere parola dando il benvenuto ai quattro ragazzi seduti al tavolo con lui. Ha continuato dichiarando che sono stati selezionati prima che quattro giocatori, quattro persone, le quali, secondo lui, si inseriscono perfettamente nella mentalità della franchigia. Ha poi definito questa classe di draft selezionata da OKC come un gruppo di ragazzi che lavora molto duramente.
Alla domanda se si stesse concentrando sullo scegliere giocatori lunghi in grado di essere dei veri e propri registi, distaccandosi così da quanto fatto nei primi anni dopo il trasferimento della franchigia in Oklahoma, ha risposto dicendo che ognuno dei ragazzi a roster è differente e che reputa importante avere la capacità di anticipare ed elaborare velocemente il gioco.
Chiaramente si sono susseguite molte domande sulla scelta di Giddey. Presti ha confessato di aver visionato per la prima volta le partite del giocatore australiano durante i 4 giorni di quarantena passati nella bolla di Orlando, quando andò a vedere di persona le partite dei Blue in G-League e che in quei 4 giorni ha approfondito lo stile di gioco dell’ex Adelaide 36ers. Inoltre, secondo Presti, il fatto che Josh abbia già giocato diverse partite da professionista in una lega di valore come la NBL, lo ha aiutato nel suo percorso di crescita ed è stato utile anche per il front office dei Thunder, che ha così avuto modo di visionarlo attentamente in un contesto importante, nonostante le difficoltà di presenziare alle gare causate dalla pandemia.
Ha parlato anche del fit tra Giddey e Gilgeous-Alexander, dicendo che le dimensioni e la capacità di vedere il gioco di Josh lo rendono un creatore più che altro, ma che grazie alle qualità di interpretare il basket di Shai, la coesione tra i due sarà ottimale.

JOSH GIDDEY:
L’attenzione da parte dei media è stata catturata soprattutto dalla pick #6, Josh Giddey. La point guard australiana ha dichiarato che la notte del draft non ha saputo fino all’ultimo che i Thunder lo avrebbero scelto. Aveva fatto dei workout con OKC ed aveva avuto buone sensazioni, ma non era sicuro sarebbe stato scelto proprio da noi. Ha poi definito ‘class’ l’organizzazione, dicendo di aver avuto anche un ottimo primo impatto sia con la città che con la fan base. Si è poi parlato di questioni di campo. Giddey si è detto soddisfatto della scelta di aver giocato in NBL e di non aver intrapreso la strada del college negli States. Aveva visitato l’università del Colorado, ma una volta tornato in Australia ha preferito fare il salto tra i pro in NBL. Si definisce un grosso play, il cui punto di forza è passare la palla, prendere rimbalzi, correre in transizione e mettere in ritmo i compagni. Alla domanda sul fit con SGA ha risposto dicendo che lo adora e che giocare al fianco di un talento da All Star lo aiuterà a migliorare. In Australia ha quasi sempre giocato palla in mano poiché in squadra non aveva compagni trattatori di palla, quindi giocare con Shai potrà togliergli il peso di avere costantemente palla in mano e di gestire ogni possesso per 48 minuti.
Infine un pensiero ai genitori, che hanno fatto tanti sacrifici per farlo arrivare fino a questo livello e che meritano di vivere il momento magico tanto quanto i giocatori stessi.

TRE MANN
Poche dichiarazioni per il prodotto di Florida scelto alla #18, ma sufficienti per farmelo definire un personaggio. Alla domanda su come e quando ha scoperto che sarebbe stato scelto dai Thunder, Mann ha dichiarato che il front office di OKC ha chiamato il suo agente, che a sua volta lo ha avvertito, facendolo esplodere di felicità e correre in un’altra stanza per festeggiare. Per quanto riguarda il suo stile di gioco ha affermato di aver giocato spesso palla in mano al college ma di essere in grado di giocare anche off the ball senza particolari problemi e che ha modellato il proprio stile osservando Curry, Young e Lillard, ovvero guardie con un immenso range di tiro.
Gli hanno chiesto se crescerà ancora, essendosi alzato parecchio e avendo messo su diversi chili nella stagione da sophomore rispetto a quella da rookie, ed ha risposto dicendo che lo spera, ma che non va dal medico da un po’ di tempo, scatenando così le risate dei presenti in sala stampa.
Alla domanda di rito sul clima caldo ad OKC, Mann risponde di non aver problemi essendo cresciuto in Florida.

JEREMIAH ROBINSON-EARL:
Per gli amici JRE. Innanzitutto c’è da dire che con Gilgeous-Alexander forma il duo con i cognomi più lunghi della lega. Buona fortuna a chi dovrà preparare le sue canotte.
Al lungo ex Villanova, durante la presentazione è stata riservata meno attenzione rispetto ai colleghi scelti al primo giro. JRE ha affermato di essere molto orgoglioso della sua difesa e delle capacità da rimbalzista. Adora lavorare sodo su ogni piccolo dettaglio e confessa di aver costruito questa mentalità nella sua esperienza al college grazie a coach Jay Wright, che forma prospetti pronti per l’NBA.
Essendo di Kansas City, il caldo torrido di Oklahoma City non è nulla di nuovo.

AARON WIGGINS:
La scelta #55 dei Thunder aveva già esternato tutta la sua gioia sui social la notte del draft e durante la conferenza stampa ha ripetuto più volte di essere molto contento di essere approdato ad OKC. Ha aggiunto che arrivati intorno alla 50esima scelta ha iniziato a temere che non sarebbe stato selezionato, ma sapendo che i Thunder erano interessati a lui, una volta arrivata la chiamata ufficiale era felicissimo di avercela fatta.
Essendo un caro amico di Jaylen Hoard (giocatore two-way di OKC), gli è stato chiesto che cosa gli avesse raccontato dell’organizzazione quando si è recato a fare il workout. Wiggins ha risposto che Hoard gli ha parlato benissimo della franchigia e che lo staff è molto personale. Insomma, pareri positivi.

Il prossimo step da affrontare per i giovani rookies sarà la Summer League, che avrà inizio l’8 agosto. Fino ad allora avranno tempo per realizzare quanto accaduto in queste ultime 72 ore emozionanti e prepararsi per l’esordio sul parquet in maglia Thunder.

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