Sorprendente. Con questa parola possiamo descrivere e riassumere il draft NBA 2021 degli Oklahoma City Thunder. Sam Presti ha senza dubbio rimescolato le carte in tavola, regalando sorprese a tifosi e addetti ai lavori, con scelte che non erano preventivate alla vigilia. Nessuna trade up al primo giro, anzi la cessione della pick #16 agli Houston Rockets in cambio di altre due prime scelte future (protette che possono trasformarsi in 4 seconde).
Ma andiamo con ordine e partiamo dalla pick #6, la prima a disposizione dei Thunder, che nonostante i tanti rumors riguardanti una possibile trade up sono rimasti fermi. Con Scottie Barnes scelto a sorpresa da Toronto alla #4 e Jalen Suggs preso al volo da Orlando alla #5, OKC sembrava destinata a chiamare James Bouknight con la #6, stando a quanto riportato alla vigilia. Presti ha invece colto tutti di sorpresa selezionando Josh Giddey, point guard australiana di 203 cm che nei mock draft era spesso proiettato verso metà/fine lottery. Interessati all’ex giocatore degli Adelaide 36ers erano i Golden State Warriors, che si è poi scoperto esser pronti a chiamarlo con la #7 ed i Memphis Grizzlies, che secondo diversi insider erano saliti fino alla #10 proprio per poter essere sicuri di sceglierlo in quella zona di draft.
Giocatore che rispecchia le caratteristiche che i Thunder stanno ricercando, Giddey è sì un rischio alla #6, ma avendo solo 18 anni ha davanti a sé tanto tempo per sviluppare gli ampi margini di miglioramento che ha dimostrato di avere. E sono proprio questi ultimi che nell’arco di un anno lo hanno condotto dal non pensare minimamente all’NBA, all’essere scelto addirittura in top-10 al draft della lega più seguita al mondo. Come già detto per Poku la scorsa annata, ci vorrà pazienza anche con Josh e gli si dovrà dare il tempo di crescere commettendo errori di gioventù, nonostante l’esperienza già maturata tra i professionisti sia indubbiamente un vantaggio. Playmaker che cattura tanti rimbalzi grazie alla sua stazza, Giddey ha nel passaggio e nella capacità di mettere in ritmo i compagni la sua migliore caratteristica, mentre il tiro è il punto debole della casa, con la meccanica che va decisamente migliorata. In Australia la scorsa stagione ha viaggiato a 11 punti, 7.4 assist e 7.5 rimbalzi di media a partita (realizzando ben tre triple doppie), tirando con il 43% dal campo ed il 29% dall’arco dei tre punti, oltre che con il 69% ai liberi, numeri che denotano la necessità di migliorare la meccanica di tiro.
Interessate il fit con Shai, che probabilmente tornerà ad essere più scorer, trovandosi accanto un giocatore che ricorda Ricky Rubio nel corpo di Ben Simmons, piuttosto che play con palla in mano per tutti e 24 i secondi e costretto a giocare esclusivamente isolamenti su isolamenti.
Nelle interviste post-selezione, il neo giocatore dei Thunder si è detto estremamente contento di essere ad OKC, la sua squadra preferita, e che i colloqui avuti con la dirigenza capitanata da Presti erano stati estremamente positivi, tanto da indurlo a sperare di esser selezionato proprio dai Thunder, che lo scorso weekend erano volati in California per avere un meeting privato con lui. L’approdo in Oklahoma lo avvicina inoltre alla sorella che gioca a basket a Tulsa, confermando come la pallacanestro sia nel sangue della famiglia Giddey (mamma e papà sono stati professionist). In generale, l’impressione destata dal ragazzo con il suo accento marcatamente australiano è stata più che positiva, di un giovane con la testa sulle spalle e che è a conoscenza di ciò su cui dovrà lavorare per affermarsi in NBA.

Giddey si va dunque ad aggiungere ad un backcourt ora abbastanza affollato in casa Thunder. Shai Gilgeous-Alexander, Kemba Walker, Ty Jerome e Theo Maledon erano già presenti a roster ed a loro, oltre a Giddey, si è unito anche Tre Mann scelto con la pick #18. Il prodotto di Florida Gators è il profilo di prospetto che OKC sembrava ricercare alla vigilia del draft in James Bouknight, ovvero una combo-guard in grado di crearsi il tiro dal palleggio e di segnare con continuità. Ottimo nel giocare il pick&roll, dal quale può mettersi in ritmo con un tiro dal palleggio o un floater, Mann è un vero e proprio scorer ed un tiratore di qualità grazie al suo 40% da oltre l’arco dei tre punti, che nel 69% dei casi si prende senza essere assistito. Da migliorare in difesa soprattutto on ball, ma alla #18, seppur un po’ a sorpresa, è una scelta che ci può stare, soprattutto in una squadra come OKC che ha assoluto bisogno di punti.

Quello che ha sorpreso maggiormente i tifosi e gli addetti ai lavori con queste due pick, non è stato il profilo dei giocatori scelti, bensì il non aver puntato nemmeno una fiche su un lungo, vista la totale carenza di centri a roster. Evidentemente nè Kai Jones, né Alperen Sengun (scelto alla #16 ceduta a Houston), nè Isaiah Jackson convincevano in pieno il front office, che cercherà dunque di coprire le mancanze in quel ruolo tramite il mercato delle trade e dei free agent, magari con un Jarrett Allen che difficilmente verrà rinnovato da Cleveland.
Al secondo giro, con la scelta #32, ottenuta cedendo la #34 e la #36, i Thunder hanno però selezionato Jeremiah Robinson-Earl, un 4 che può giocare anche da 5 in uno small ball, in uscita da Villanova. Role-player con un ottimo QI, Robinson-Earl è dotato di un più che discreto tiro in catch and shoot e ha doti di passatore sopra la media per le sue dimensioni, oltre ad una difesa perimetrale, suo punto forte, che lo rende un prospetto già pronto per l’NBA. Al secondo turno potrebbe essere una steal, soprattutto considerando che potrebbe portare via minuti a Roby.

Infine, con la pick #55 OKC ha deciso di draftare Aaron Wiggins, guardia di 22 anni in uscita da Maryland, che probabilmente andrà a firmare un contratto two-way.

Al termine di questo draft sono dunque quattro i nuovi volti in arrivo ad Oklahoma City: Josh Giddey, Tre Mann, Jeremiah Robinson-Earl e Aaron Wiggins. Le aspettative ad inizio serata erano ben diverse, ma vista l’impossibilità di salire in top-3 per selezionare Evan Mobley, Presti ha deciso di rimescolare le carte e di puntare su giocatori che, ognuno a modo proprio, potranno aiutare i Thunder a crescere nel corso degli anni e permetteranno nella prossima stagione di continuare a mantenere un numero basso di vittorie, sperando in maggior fortuna nella notte della lotteria.
La prima occasione per vedere i nuovi giocatori all’opera sarà durante la Summer League che si terrà dall’8 agosto. Durante queste partite rivedremo sul parquet anche Theo Maledon, come confermato da Presti nella conferenza post draft, mentre Pokusevski non parteciperà alla rassegna, avendo un programma personalizzato da seguire nel corso dell’estate.
Il draft è ormai in archivio, ma fra pochi giorni, esattamente il 2 luglio, avrà inizio la free agency, mentre il mercato delle trade è sempre aperto. Aspettiamoci quindi altre mosse da parte di Presti e del suo staff, che anche ieri notte, come sempre, hanno nascosto più che egregiamente le loro intenzioni e i loro movimenti fino all’ultimo.
Per concludere benvenuto ad Oklahoma City, Josh, Tre, Jeremiah e Aaron! Thunder UP!
