STAGIONE ARCHIVIATA

Con la vittoria sui Los Angeles Clipppers di ieri notte si è chiusa la stagione 2020/21 dei nostri Oklahoma City Thunder. Finiamo dunque come avevamo iniziato, ovvero con un successo, anche se questo lascia l’amaro in bocca. Nel mezzo tante sconfitte, necessarie per arrivare al vero e unico obiettivo della stagione: un buon piazzamento in vista della draft lottery.
Il record finale recita 22-50 ed è frutto di una seconda parte di stagione in cui i Thunder si sono immersi totalmente nel compito di tankare, dopo che l’avvio era stato per l’ennesima volta sorprendente e faceva sorgere domande su quale sarebbe stato il futuro di questa squadra. Fino al 23 marzo infatti OKC era in zona play-in, avendo trovato in Shai Gilgeous-Alexander un giovane leader tecnico e nel duo Hill-Horford due esperti veterani in grado di dire ancora la loro sul parquet oltre che all’interno dello spogliatoio. Da quella data in avanti c’è però stata una netta inversione di rotta. George Hill è stato ceduto ai Philadelphia 76ers in cambio di Tony Bradley e una scelta al secondo giro del draft 2027, Al Horford è stato dichiarato fuori dal progetto tecnico e non è più stato schierato (in accordo col giocatore), mentre Shai Gilgeous-Alexander, a causa di una fascite plantare, non è più sceso in campo onde evitare che l’infortunio potesse mettere a rischio il futuro del ragazzo. Inoltre tanti altri piccoli problemi fisici ai vari Bazley, Dort, Jerome e Pokusevski hanno contribuito al cambio di rotta. La somma di questi avvenimenti ha dato come risultato un record di 3 misere vittorie e ben 26 sconfitte nelle ultime 29 uscite stagionali. Tutto ciò ha permesso ai Thunder di recuperare diverse posizioni in vista della lotteria del prossimo 22 giugno, che determinerà l’ordine di selezione in quello che si prospetta essere uno dei draft più interessanti degli ultimi 15 anni.

È sempre difficile poter giudicare un’annata di questo tipo, soprattutto dalla pausa dell’All Star Game in avanti, quando il roster a disposizione somigliava molto più a quello di una squadra di G-League che di NBA. Nonostante ciò alcune conclusioni le si possono comunque trarre. In primis questa stagione ci ha dato la consapevolezza che la scelta di coach Mark Daigneault è stata pienamente indovinata da parte di Sam Presti. Il giovane allenatore del Massachussets, alla prima esperienza su una panchina NBA, ha dimostrato tutte le sue capacità e nella prima parte dell’anno, con un roster di discreto livello, ha fatto esprimere alla squadra un basket più che piacevole, portandola inaspettatamente a ridosso della zona play-in. Eccellenti sono stati i suoi schemi in uscita dai timeout e ha confermato di essere l’uomo giusto in grado di poter far crescere i giovani a disposizione.
Un’altra certezza è targata Shai Gilgeous-Alexander. Il play canadese, dopo l’annata passata al fianco di Chris Paul, ha confermato di aver appreso dal veterano in maglia numero 3 i trucchi del mestiere. La sua crescita è stata impressionante e fino al momento dell’infortunio era in lizza per il premio di “Most Improved Player of the Year”. Questo può far dormire tranquilli noi tifosi e la dirigenza, che ora ha avuto la conferma di poter costruire un roster di livello accanto a lui.
Tante note positive anche da un altro giovane, ovvero Lu Dort. Ormai riconosciuto come uno dei migliori difensori dell’intera lega, il ragazzo di Montreal ha migliorato il suo gioco offensivo, costruendosi un più che affidabile tiro da tre punti, che nelle prossime stagioni gli permetterà di ampliare il proprio arsenale nella metà campo offensiva, attaccando il ferro con maggiore pericolosità.
Inutile nasconderlo, l’attenzione di tutti quest’anno era rivolta verso il rookie Aleksej Pokusevski. Anche il giovane serbo, dopo un approccio complicato con la lega, ha dato ottime risposte. Rientrato dall’esperienza in G-League con maggiore sicurezza nei propri mezzi, ha aumentato il suo minutaggio e le sue statistiche, facendo spesso giocate strabilianti per un giocatore di 2.13 metri e di soli 19 anni.

Tirando le somme possiamo dunque dichiarare che questa stagione è andata secondo quelle che erano le aspettative. Il coach e i giovani hanno dato buone risposte ed il record ci dà la possibilità di sperare in una scelta alta al draft. Ora appuntamento al 22 giugno, il più importante dell’anno, la draft lottery. Incrociamo le dita e THUNDER UP!

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