1 ottobre 2019. Sembra una data qualunque, ma non lo è. Quel giorno rappresenta l’inizio di un’avventura. Un’avventura durata un anno intero. Nata quasi per caso ad Oklahoma City, tra le tante diffidenze ed il poco entusiasmo. Un’avventura che invece, a dispetto di tutto ciò, ha riservato emozioni uniche. Che ha fatto riscoprire a tutti noi tifosi un senso di appartenenza che probabilmente non pensavamo d’avere, l’orgoglio di dire “la mia squadra”, di sentirsi parte di qualcosa di speciale. Un’avventura che ha coinvolto tutti; giocatori, staff tecnico, dirigenza e sì, anche tutti noi tifosi sparsi in giro per il mondo. Un’avventura che può spiegare meglio di qualunque definizione il significato di “tifare”, di quanto possa essere importante il tifo e lo sport nella quotidianità di una persona. Perché diciamocelo chiaramente, stare svegli ogni notte per seguire la propria squadra quando la mattina dopo la sveglia suona presto per gli impegni lavorativi o scolastici non è la normalità. Bisogna essere un po’ pazzi e questa avventura ci ha fatto ritrovare anche un pizzico di sana pazzia.
È vero, l’inizio non è stato facile. Ci sono stati tanti alti e bassi. I dubbi e le incertezze sembravano prevalere su tutto, anche sulla passione e sul tifo, nonostante la genuina simpatia che ognuno di noi provava nei confronti di questo gruppo di ragazzi ritrovatosi insieme quasi casualmente. Un gruppo, che a detta di tutti, era destinato ad essere distrutto alla prima occasione valida. Invece, successo dopo successo, si è rafforzato, guadagnandosi cosi il diritto di terminare l’avventura solo una volta oltrepassata la linea del traguardo finale.
Un gruppo che secondo gli esperti aveva lo 0,2% di possibilità di protrarre l’avventura sino alla post season, e che ha trasformato questa percentuale in uno stimolo per gettare il cuore oltre l’ostacolo, dimostrando di valere più di quanto pronosticato.
E noi tifosi, notte dopo notte, ci siamo guadagnati il diritto di accompagnare i ragazzi fino all’ultimo secondo di questa bellissima ed irripetibile avventura.
Purtroppo, come tutte le cose belle, anche questa è giunta al termine. Ma non disperate per quello che è stato. Guardandovi indietro e ripercorrendo step by step l’intero viaggio, godete per avuto la possibilità di farne parte, per poter dire “io c’ero” e soprattutto conservate per sempre nella vostra memoria e nel vostro cuore “The 0,2% squad”.
Per questi motivi, oggi che l’avventura è ufficialmente terminata e molti dei protagonisti sono ormai lontani da Oklahoma City, vogliamo ringraziarli uno ad uno. Grazie Shai Gilgeous-Alexander, Chris Paul, Luguentz Dort, Hamidou Diallo, Darius Bazley, Danilo Gallinari, Nerlens Noel, Abdel Nader, Steven Adams, Dennis Schröder, André Roberson, Terrance Ferguson, Deonte Burton, Mike Muscala, Devon Hall e Kevin Hervey.
Grazie per averci regalato questa avventura e per averci permesso di farne parte. Ognuno di voi sarà sempre il benvenuto ad OKC. Buona fortuna per le vostre nuove avventure. E chissà, magari un giorni ci rincontreremo…
#ThunderUp
