Erano attesi fuochi d’artificio per la notte del draft e queste aspettative non sono state disattese.
In particolare, noi tifosi degli Oklahoma City Thunder, in seguito alle trade di Chris Paul con Phoenix e di Schröder con i Lakers, sapevamo che la notte del draft sarebbe stata un crocevia importante per puntellare il nuovo roster. E così è stato. Uno scatenato Sam Presti ha aperto le danze degli scambi ancora tre ore prima dell’inizio della kermesse del draft, scambiando Danny Green (arrivato da Los Angeles nell’operazione Schröder) e Terrance Ferguson ai Philadelphia 76ers in cambio di Al Horford, una prima scelta 2025, la pick #34 del draft 2020 e i diritti su Vasiljie Micic, play serbo di 26 anni riconosciuto da tutti gli addetti ai lavori come uno dei migliori giocatori dell’intera Eurolega ed ormai pronto a fare il grande salto in NBA il prossimo anno.
Una trade, questa con Phila, che soddisfa tutte le parti in causa. I 76ers si liberano del contratto pesante di Horford e preparano l’assalto ad Harden, mentre i Thunder acquistano un veterano col quale riempire il salary cap liberato dalla coppia Paul-Gallinari, e che possa fare da chioccia a Darius Bazley, esattamente come accaduto nell’ultima stagione tra CP3 e Shai Gilgeous-Alexander. Oltre all’ex lungo di Atlanta e Boston, OKC continua la sua collezione di prime scelte, aggiungendo anche la #34 utilizzata per selezionare Theo Maledon.
Dopo aver definito questa operazione Presti ha continuato a lavorare in ottica draft, cercando di imbastire con i Dallas Mavericks una possibile “sign and trade” per Danilo Gallinari in cambio della scelta #18. Accordo però sfumato, secondo le fonti, a causa di un Gallinari sempre più vicino agli Atlanta Hawks nella free agency.
Il GM di OKC si è dunque subito rimesso al lavoro per trovare un’alternativa e scalare posizioni, con l’obiettivo di chiamare Aleksej Pokusevski.
Soluzione trovata proprio nel corso del draft, cedendo Ricky Rubio (appena arrivato da Phoenix) in un pacchetto comprendente le pick #25 e #28 ai Minnesota Timberwolves in cambio della scelta #17, usata da Presti proprio per selezionare Pokusevski, anticipando così i Dallas Mavericks (possessori della #18) che secondo i rumors avevano messo nel mirino il lungo serbo.
Come anticipato nell’articolo “Draft preview” i Thunder erano da giorni accostati al nome di Pokusevski e con questa trade hanno dimostrato di puntare fortemente sul ragazzo. Un giocatore ancora da costruire, un lungo di 2,14 metri in grado di metter palla a terra e di crearsi il tiro dal palleggio come un esterno. Una scelta definita high risk, ma che potrebbe rivelarsi di enorme successo tra qualche anno, quando Poku (già ribattezzato così dai tifosi) avrà lavorato sul proprio fisico, ad oggi il suo vero tallone d’Achille. I paragoni già si sprecano, da Kevin Durant a Kristaps Porzingis e Giannis Antetokounmpo. Bisognerà però avere pazienza e lasciar crescere con calma uno dei pochi giocatori di questo draft in possesso delle qualità per diventare una star e non un semplice buon role player.

Nel prosieguo della notte del draft i Thunder hanno usufruito anche della pick #34, arrivata da Philadelphia, selezionando Theo Maledon, giovane playmaker francese che andrà a ricoprire il ruolo di vice Gilgeous-Alexander. Una scelta convincente questa di Maledon, dato da molti mock draft al primo giro, sceso invece fino all’inizio del secondo.
19 anni, ex ASVEL Lyon, play puro e buon tiratore, viene paragonato spesso a Tony Parker e per questo è chiamato “Mini Parker”.
Paragone che fa dunque ben sperare, anche considerando che fu proprio Sam Presti a selezionare insieme al GM degli Spurs R.C. Buford, Tony Parker nell’ormai lontano 2001.

Oklahoma City ha poi deciso di scambiare la sua scelta #53 con la #37 degli Washington Wizards per aggiudicarsi Vit Krejci, play/guardia ceca di ben 2,01 metri, in uscita da Saragozza con la quale ha disputato le ultime 3 stagioni.

Per concludere le operazioni al draft, Presti ha deciso di firmare Josh Hall, ala piccola, giudicato come uno dei migliori talenti non draftati a disposizione.

Serata impegnativa dunque per i nostri Thunder, che salutano Ricky Rubio e Danny Green senza vederli nemmeno indossare la propria divisa, e Terrance Ferguson. Mentre si preparano ad accogliere Al Horford, Aleksej Pokusevski, Theo Madelon, Vit Krejci e Josh Hall, in attesa di capire cosa succederà a Steven Adams, Danilo Gallinari e Kelly Oubre Jr, che rimangono sul piede di partenza.
