La stagione 2019/20 è appena terminata per i nostri Oklahoma City Thunder, ma è già il momento di proiettarsi alla prossima. Tanti i temi da affrontare, tante le decisioni che il GM Sam Presti dovrà prendere.
Confermare questa squadra o, dopo un anno di transizione comunque più che positivo, iniziare il vero e proprio rebuilding?
Tutte le prime indicazioni in seguito all’eliminazione al primo turno playoff in gara-7 contro gli Houston Rockets farebbero pensare che la strada che Presti intraprenderà sarà quella della rifondazione.
D’altronde, il GM dei Thunder già a febbraio aveva trovato un accordo con i Miami Heat per la cessione di Danilo Gallinari. Solo il rifiuto dell’italiano a prolungare il proprio contratto prima di iniziare l’avvenura in Florida ha evitato che lo scambio andasse in porto.
A maggior ragione ora, dopo una stagione molto positiva e nella quale ogni giocatore a roster ha aumentato il proprio valore di mercato, ci si aspetta che Presti possa mettere in atto la sua strategia di ricostruzione.
Gallinari andrà a scadenza e sarà dunque libero di accordarsi con la franchigia a lui più gradita. Nella migliore delle ipotesi OKC potrebbe riuscire ad imbastire una sign&trade con la futura squadra del Gallo, per non perdere a zero un giocatore di estremo valore del proprio roster.
Più complicata la situazione di altri due giocatori chiave. Ovvero Dennis Schröder e Steven Adams. Entrambi al termine della prossima annata vedranno scadere il proprio contratto. Ma tra i due ci sono molte differenze. Il playmaker tedesco è reduce da una stagione sensazionale, con tanto di candidatura per il premio di sesto uomo dell’anno. Il suo contratto gli garantirà 15 mln di dollari e andando a scadenza potrebbe richiamare su di sé l’attenzione di diverse contender, alla ricerca di uno scorer in uscita dalla panchina.
Più complicata invece la situazione di Adams. Il centro neozelandese, a contratto ancora per un anno a 27 mln di dollari, è reduce da due stagioni deludenti. Già nel corso dell’ultima estate Sam Presti ha cercato acquirenti, senza però riuscire a trovarne. Gli Atlanta Hawks sembravano la squadra maggiormente interessata al giocatore in maglia numero 12, ma avendo acquistato Clint Capela a febbraio dagli Houston Rockets sono attualmente già coperti nel ruolo.
Frequenti sono i rumors riguardanti un interesse dei Celtics per Aquaman ma fino ad oggi sono rimasti tali e non si sono mai concretizzati in vere e proprie offerte. Vedremo dunque se qualche squadra si farà avanti e deciderà di fare un tentativo per Adams considerato il contratto in scadenza.
Ancor più spinosa è la situazione di Chris Paul, nonché quella che sta più a cuore ai tifosi. Il numero 3 dei Thunder ha un contratto valido ancora per due stagioni che gli garantirà in totale 85 milioni di dollari ed andrà ad estinguersi quando avrà 37 anni nella stagione 2022/2023.
Nonostante la speldida annata disputata da Paul, il contratto che firmò al tempo degli Houston Rockest rimane un macigno. Le sue parole il giorno dopo l’eliminazione che ha decretato il termine della sua stagione e dei Thunder, hanno avuto il sapore d’addio e ci si è dunque subito messi all’opera per capire quali squadre potrebbero rappresentare una destinazione fattibile.
In prima fila ci sono i New York Knicks, che già durante l’anno sono stati al centro di rumors riguardanti un forte interesse proprio nei confronti di CP3. Infatti la dirigenza newyorkese vedrebbe in Paul il possibile leader per i giovani a roster, che permetterebbe loro di crescere e di fare un salto di qualità. I Knicks hanno inoltre diversi assets interessanti per i Thunder. Giovani non ancora esplosi, scelte al draft e contratti indesiderati che andranno ad estinguersi nel giro di due stagioni massimo.
Altra potenziale destinazione per Paul sono i Philadelphia 76ers. Phila, proprio come New York, ha scelte, giovani e contratti pesanti per pareggiare l’ingaggio di Paul da mettere sul piatto. Inoltre i 76ers rappresenterebbero per CP3 una contender in grado di dargli forse l’ultima chance della carriera per provare l’assalto al titolo.
Al momento più indietro, ma sempre da tener d’occhio come possibili outsider nella corsa a Paul, ci sono i Milwuakee Bucks di Giannis Antetokounmpo, i Los Angeles Lakers di Lebron James (grande amico di CP3) e i Miami Heat di Jimmy Butler.
Molti fans vorrebbero una conferma del play in maglia numero 3, ma mai come in questa off season il suo valore sarà alto e Presti, avendo in mente un progetto di rebuilding, dovrà cercare di sfruttare l’occasione per garantire ai Thunder un futuro ancor più roseo.
Per quanto riguarda gli altri giocatori del roster di OKC, andranno a scadenza come Gallinari anche Nerlens Noel e André Roberson. Su Noel ci potrebbe essere l’interesse di molte squadre durante questa free agency e difficilmente resterà a Oklahoma City. Mentre André Roberson rimane un grosso punto interrogativo. Il ragazzo è tornato in campo nella bolla di Orlando dopo tre anni di stop a seguito di un terribile infortunio al ginocchio e diverse ricadute. Difficile prevedere che tipo di interesse potrebbe suscitare. Proprio per questo non è da escludere un rinnovo coi Thunder al minimo salariale per ricoprire il ruolo di veterano.
Le certezze in casa Oklahoma City sono chiamate Shai Gilgeous-Alexander, Darius Bazley e Luguentz Dort. Su questi tre giocatori Sam Presti svilupperà la rifondazione della squadra, potendo contare su contratti ancora lunghi e a costi più che contenuti.
L’obiettivo principale sarà dunque quasi sicuramente quello di cedere i contratti lunghi e pesanti in cambio di scelte draft/giovani ancora inesplosi/contratti pesanti ma a scadenza, in modo da liberare spazio salariale per le future free agency. Senza dimenticare che nell’arco dei prossimi 6 anni OKC potrà usufruire di ben 14 scelte al draft. Scelte che potranno essere usate direttamente dai Thunder la notte del draft o venir scambiate per arrivare a giocatori già pronti e importanti.
La strada sembra segnata e la strategia messa in atto dai Boston Celtics qualche anno fa da avere come punto di riferimento. Per tornare nel giro di qualche anno a competere per il titolo come nell’era dei big three Westbrook-Durant-Harden
