It’s been a hell of a season. Questo è il modo di dire che usano gli americani per descrivere una incredibile cavalcata. Perché la stagione 2019/20 dei nostri Oklahoma City Thunder non si può descrivere in altro modo. Una annata emozionante, che grazie ad un gruppo di giocatori fantastici, ha fatto appassionare ancor di più una fanbase che non ha eguali in tutta la NBA.
Doveva essere un anno di transizione, in cui l’obiettivo principale sarebbe dovuto essere quello di perdere per ottenere una scelta altra al prossimo draft. Nessuno aveva aspettative in seguito alle trade avvenute in estate.
Dopo anni trascorsi a lottare per la vetta della Western Conference, tutti i tifosi si erano preparati per una stagione differente, caratterizzata da sofferenza e poche soddisfazioni.
Invece, nonostante queste premesse, i Thunder hanno messo in scena una delle annate più belle nella storia della franchigia, conquistando partita dopo partita l’amore dei fans sparsi in tutto il mondo e candidature a premi individuali (“Coach of the year” per Billy Donovan e “Sixth man of the year” per Schröder).
Lo 0,2% di possibilità di raggiungere i playoff pronosticato dagli “esperti” dell’emittente televisiva ESPN, è stata una motivazione ulteriore per una squadra che settimana dopo settimana, mese dopo mese, ha iniziato a farsi notare, dimostrando quanto l’alchimia di un gruppo di giocatori possa essere fondamentale per i successi collettivi.
In un team senza vere e proprie prime donne, l’unità d’intenti e la possibilità di avere più giocatori ugualmente pericolosi ha fatto la differenza. Danilo Gallinari, Shai Gilgeous-Alexander, Dennis Schröder e Chris Paul hanno tutti terminato la stagione oltre i 17 punti di media, alternandosi nel ruolo di attore protagonista di gara in gara.
Dal giorno del Ringraziamento in avanti, OKC è diventata la terza miglior squadra della lega, classifica alla mano, vincendo quasi sempre le proprie partite in volata e in grande rimonta, diventando cosi la squadra più clutch dell’intera lega. Fattore decisivo in questa statistica è stata la presenza di Chris Paul in squadra, riconosciuto universalmente come uno dei giocatori maggiormente determinanti nei finali di partita punto a punto.
Questa marcia trionfale dei Thunder è stata però interrotta bruscamente l’11 marzo, quando Oklahoma City avrebbe dovuto ospitare gli Utah Jazz.
La partita venne infatti rinviata a causa della positività al Covid-19 di Rudy Gobert, centro francese dei Jazz, che diede poi vita alla decisione di sospendere l’intera stagione NBA.
Dopo quasi cinque mesi di stop forzato, l’annata è ripartita nella bolla di Orlando, in cui si sono giocate otto “seeding games” per decretare gli accoppiamenti playoff e successivamente la post season stessa.
L’intensità delle partite nella bolla, per le squadre già qualificate ai playoff, è stata alquanto bassa. I Thunder hanno alternato belle vittorie, come quella contro i Lakers, a tonfi clamorosi.
Ma una volta iniziati i playoff tutti i giocatori hanno cambiato passo.
La serie contro gli Houston Rockets ha regalato emozioni contrastanti ed un altissimo livello di intensità.
OKC ha sofferto nelle prime due sfide, uscendo sconfitta da entrambe. Con una incredibile forza di volontà ha però rimesso in parità la serie per ben due volte, arrivando cosi a forzare gara-7. Ma proprio nella sfida decisiva i Thunder hanno mancato l’ennesima vittoria nel clutch time, dovendo dunque calare il sipario su una stagione sensazionale, ricca di emozioni e passione.
Vedere Dort, vera e propria sorpresa dell’anno, e Chis Paul, leader indiscusso del gruppo, avere le lacrime agli occhi e la voce rotta nelle interviste post partita fa capire quanto questi ragazzi abbiano dato il massimo tutto l’anno e volessero proseguire il viaggio insieme.
Un viaggio pieno di note positive, che ha regalato basi importanti (Shai, Dort e Bazley) sulle quali poter costruire il futuro di una franchigia che dovrà ora rifondarsi.
Ma del futuro che verrà ne parleremo in un’altra occasione, ora c’è solo da dire grazie a ogni singolo giocatore che quest’anno ha vestito la canotta dei Thunder.
