BILLY DONOVAN, LA PROVA DEL NOVE

È dal 2016 alla guida dei Thunder e nonostante i risultati deludenti delle ultime due stagioni, coach Billy Donovan, a giugno, è stato confermato head coach di OKC. La riconferma, voluta ed annunciata dal GM Sam Presti, non ha soddisfatto gran parte dei tifosi dei Thunder, che dopo la delusione per l’ultima annata, si aspettavano un cambio in panchina, nella speranza di fare il grande salto nella corsa al titolo. Arrivato in Oklahoma nel 2016 in sostituzione di Scott Brooks, Donovan è quasi sempre stato al centro delle critiche dei fans dei Thunder, che non lo hanno mai amato. Infatti, escluso il primo anno, in cui OKC è arrivata ad un passo dalle Finals, i risultati delle altre stagioni sono stati deludenti e Donovan non è riuscito a dare un’impronta di gioco alla squadra. Nel 2017, nonostante l’addio di KD, i Thunder sono riusciti ad arrivare ai playoff, trascinati da un Russell Westbrook versione one man show, mentre le ultime due premature uscite al primo turno della post season sono stati dei veri e propri fallimenti firmati Billy Donovan. Dopo l’eliminazione con Portland di questa ultima annata, il destino di Donovan sembrava segnato, ma Sam Presti ha deciso di rinnovare la fiducia all’ex coach di Florida per un altro anno. Le successive cessioni di George e Westbrook hanno cambiato dopo tanti anni l’obiettivo dei Thunder, che per la prima volta sotto la gestione Donovan non avranno l’obbligo di arrivare ai playoff o di provare a vincere il titolo. Bensì sarà l’inizio un nuovo percorso che vede come obiettivo finale il ritornare nella élite della lega con un nuovo super team. La prossima stagione, nonostante possa sembrare la più tranquilla, sarà invece quella più importante per Donovan, quella della prova del nove. Infatti nelle passate stagioni, a parziale difesa del coach, venivano spesso criticati gli atteggiamenti in campo di Russell Westbrook, che tendeva a monopolizzare il pallone e a non dare un vero e proprio gioco alla squadra, non seguendo le direttive del proprio allenatore. Ora che Westbrook ha salutato OKC per accasarsi a Houston, Donovan non ha più alcuna minima giustificazione e dovrà dimostrare di meritare una panchina NBA, dando un’impronta di gioco ai Thunder che non si basi esclusivamente su un Pick&Roll tra Chris Paul e Steven Adams, ma che coinvolga tutti i giocatori sul parquet. In attesa dell’inizio della stagione ci auguriamo di poterci ricredere sulle capacità di Donovan e di poter commentare una buona stagione di OKC almeno dal punto di vista della proposta di gioco. Sarà in grado Donovan di farci ricredere? Al campo il verdetto.

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