SAM PRESTI, L’ORA DEL GIUDIZIO

È il GM più chiacchierato del momento in NBA, guardato con attenzione non solo dai tifosi di OKC, ma da parte di tutti gli addetti ai lavori. Sam Presti, che alla vigilia della free agency doveva restare lontano dai riflettori, si è ritrovato ad essere al centro di un vero e proprio terremoto che ha scosso gli Oklahoma City Thunder. Dopo settimane di fuoco la situazione sembra essersi finalmente calmata e a bocce ferme è giunta l’ora del giudizio per Presti.
Nell’arco di pochi giorni i tifosi di OKC hanno visto andar via i tre migliori giocatori della squadra: Paul George, Jerami Grant e Russell Westbrook. Tutto ha avuto inizio il 6 luglio con la cessione di George ai Los Angeles Clippers. Un addio sorprendente, che ha spiazzato tutti, ma richiesto direttamente dal giocatore. Nonostante sia stata una perdita dolorosa, Sam Presti dalla trade richiesta da George è riuscito ad ottenere il massimo in cambio. Infatti ad Oklahoma City sono approdati Danilo Gallinari, uno dei giocatori maggiormente sottovalutati della lega, in scadenza di contratto e che potrà diventare un asset importante per eventuali scambi durante la stagione; Shai Gilgeous-Alexander, giovane molto promettente, che nel suo anno da rookie ha sorpreso tutti; e la cifra record di ben cinque prime scelte, più due swap (diritti di poter scambiare le scelte). Alcuni giornalisti hanno criticato la decisione di Presti di accontentare la richiesta di PG, ma analizzando attentamente le parole del GM di OKC la notte del draft, con le quali affermava che avrebbero dovuto trovare il modo di abbassare la luxury tax in futuro, si può capire come abbia colto l’occasione per rifondare la squadra risparmiando soldi importanti dopo molti anni di tasse pagate senza aver raggiunto l’obiettivo del titolo.
Due giorni dopo, l’otto luglio, è stato il turno di Jerami Grant di fare le valigie e di partire in direzione Denver. In cambio dell’ormai ex numero 9 dei Thunder, Sam Presti ha ricevuto una prima scelta protetta del draft 2020. Anche questa cessione è stata molto dolorosa per i tifosi, poiché Grant nell’ultima stagione aveva mostrato grandi progressi e poteva essere un giocatore futuribile. A differenza della trade per George, in questo caso Sam Presti è stato criticato per aver ricevuto poco in cambio. È però doveroso sottolineare come Grant fosse a scadenza (contratto da 9 milioni) ed avesse già avvisato il front office di OKC che a fine stagione si sarebbe accasato altrove. Per questo motivo Presti ha cercato una soluzione il più velocemente possibile, sapendo di non aver la possibilità di ottenere molto più di quanto avuto.
L’ultimo addio, nonché il più doloroso, è stato quello di Russell Westbrook, avvenuto il 12 luglio. Dopo alcuni giorni di trattative ed indiscrezioni, Westbrook è stato ceduto a Houston in cambio di Chris Paul, due prime scelte e altri due diritti per quelle del 2021 e 2025. Anche questa trade ha fatto storcere il naso ai tifosi di OKC e ad alcuni addetti ai lavori, che hanno criticato la trade portata a termine da Presti. Se inizialmente si pensava che CP3 sarebbe stato scambiato nuovamente per dare inizio al rebuilding, è poi invece risultato impossibile cedere l’ex Rockets (per via del pesante contratto), che dunque molto probabilmente inizierà la stagione coi Thunder. Onestamente, dalla cessione di Westbrook ci si poteva aspettare molto di più in cambio, nonostante Paul sia un top player della lega, che solo una stagione fa stava per portare Houston alle Finals, prima di infortunarsi e saltare la decisiva gara-7 contro Golden State. Ci si aspettava qualcosa di meglio in cambio soprattutto perché Westbrook ad Oklahoma City era molto più di un semplice giocatore e il suo addio è difficile da accettare. Probabilmente Presti ha voluto mostrare gratitudine al proprio giocatore cercando di accontentarlo dopo che aveva espresso la sua preferenza per i Rockets, squadra nella quale si riunirà con l’ex compagno James Harden.
Con queste tre cessioni i Thunder ora sono quasi finalmente usciti dalla luxury tax e hanno un tesoretto di ben 15 prime scelte per i prossimi 7 anni, il che garantisce un futuro roseo per la franchigia. Inoltre il roster di quest’anno, sulla carta, permetterà ad OKC di essere in corsa per un posto ai playoff e dunque di rendere il rebuilding meno invasivo.
Infine, per poter dare un giudizio definitivo sull’operato di Presti, bisogna considerare anche la firma di Mike Muscala in free agency e la rifirma di Nerlens Noel a cifre contenute.
A questo punto è possibile esprimere il proprio parere sul lavoro svolto dal GM dei Thunder. Il voto che ci sentiamo di dare è un 6 d’incoraggiamento, poiché nonostante queste cessioni dolorose è riuscito a garantire un futuro sicuro alla squadra, accumulando scelte future, portandole via a dirette concorrenti ed intasando i loro salary cap. L’unica nota dolente è la mancata cessione di Chris Paul che, nel momento in cui si è realizzata la trade per Westbrook, era già programmata, per poter liberare ulteriore spazio salariale.
In attesa di possibili ennesimi sviluppi, questa è la nostra analisi sul GM di OKC. La vostra qual è?

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