Com’è possibile riassumere a parole undici anni di matrimonio? Probabilmente non si può. L’unica parola che si può dire a Russell Westbrook è GRAZIE! Un grazie di quelli veri, sentiti, di quelli pronunciati con la voce spezzata, che ognuno di noi avrebbe voluto dire molto più in là nel tempo, forse addirittura mai, ma che invece ci troviamo costretti a dire oggi. Grazie per averci fatto innamorare di questa squadra, d’averci fatto emozionare ogni singola partita stagione dopo stagione, di averci fatto a volte anche disperare, di averci fatto desiderare per un solo secondo un tuo addio dopo alcune prestazioni, perché è anche questo l’amore. Grazie di averci reso per 11 anni una delle squadre più forti dell’intera lega, per aver sempre creduto in questa squadra, per essere stato un sognatore come noi, per aver onorato la nostra maglia, la tua maglia. Grazie per aver dato tutto a questa causa, anche quando altri rinunciavano, per essere stato un signore prima che un signor giocatore.
Per undici anni Westbrook non è stato un giocatore di OKC, ma IL giocatore di OKC. Il leader emotivo prima ancora di quello tecnico, il sognatore dei Thunder. Sognatore sì, perché in questi anni insieme ha coltivato, insieme a ogni singolo tifoso di OKC, la possibilità di poter vincere insieme, nella città che lo ha accolto e allevato da quando è arrivato in NBA nel 2008, di poterla ripagare con un titolo che avrebbe meritato. Undici stagioni indimenticabili, fatte di alti e bassi, vissute sempre al massimo e senza alcun rimpianto. Sarebbe stato bello potersi salutare dopo una vittoria, ma purtroppo la vita reale non è un film e non sempre regala finali da favola. Da oggi in avanti sarà tutto diverso. Sarà strano non vederti più entrare alla Cheasapeake Arena con la maglia dei Thunder addosso, sarà strano non sentir più lo speaker pronunciare il tuo nome prima delle partite, non vederti più incitare il tuo pubblico. La fine di un’era. Ma questa è la realtà, bisogna accettarla e andare avanti. Questo è il momento dei saluti e delle lacrime, ma successivamente arriverà quello dei riconoscimenti ufficiali. La tua maglia Russ verrà sicuramente ritirata, la #0 dei Thunder verrà appesa sul tetto del palazzetto e ogni giocatore che vestirà i nostri colori dovrà ispirarsi a ciò che hai fatto tu.
Per questa tua nuova avventura ti auguriamo il meglio, nonostante non si possa nascondere che farà male vederti con una maglia diversa dalla nostra e al fianco di Harden in una squadra che non sia OKC. Ma meriti il meglio possibile, quindi va’ a prenderti ciò che deve essere tuo. Grazie ancora per tutto, Brodie. Non ti dimenticheremo mai. Once a Thunder, Always a Thunder!
