CALMI TUTTI! ECCO COSA STA REALMENTE SUCCEDENDO

L’addio di Paul George ha sorpreso tutti, da noi semplici tifosi, alla società, che ha dovuto affrontare una trade per il miglior giocatore della propria squadra da un giorno all’altro ed ora si trova a dover decidere il futuro. In questo clima di sorpresa e tensione per ciò che accadrà, molti tifosi sono già entrati in modalità panico. La parola d’ordine in questo momento, per tutti, però deve essere l’esatto opposto, ovvero: calma.
Esattamente come successo nel 2016 dopo l’addio di Kevin Durant, sono iniziate a circolare voci riguardo il futuro di Russell Westbrook. Resterà ad OKC o verrà scambiato per rifondare da zero? Rispetto a tre anni fa bisogna analizzare più a fondo la situazione e ragionare sull’opzione migliore per la franchigia e per il giocatore. Poiché sono uscite diverse fake news, soprattutto da molte pagine social italiane in cerca semplicemente di un paio di like e follow in più, mi sento in dovere di spiegarvi come stanno le cose in realtà. Partiamo dalla trade di Paul George. I Thunder, dalla cessione dell’ex candidato MVP, hanno acquistato Shai Gilgeous-Alexander, Danilo Gallinari e ben cinque prime scelte nei prossimi draft NBA (cifra record di pick per una trade). Essendo stato messo con le spalle al muro, Sam Presti ed i suoi collaboratori non avrebbero potuto muoversi in modo migliore. Si sono assicurati un giovane dal talento cristallino, un giocatore di livello come Gallinari, che andrà a scadenza a fine anno e che quindi potrà liberare spazio salariale, e diverse scelte che si possono eventualmente utilizzare in qualche trade se si decidesse di provare ad arrivare immediatamente ad un nuovo top player. In seguito allo scambio di George, come normale che sia, Presti si è affrettato a contattare Russell Westbrook, leader della squadra, ed il suo manager, per organizzare un incontro nel quale parlare della situazione attuale e decidere le mosse future della dirigenza. Le opzioni sul tavolo sono due: cercare di costruire, ancora una volta, un team competitivo attorno a Westbrook, o cercare di imbastire una trade anche per il #0, per poi iniziare un totale rebuilding. È doveroso sottolineare come Westbrook, ad oggi, non abbia assolutamente richiesto una cessione. Tutte le notizie, riportate erroneamente, da alcuni media italiani, sono totalmente infondate, poiché riprese da fonti americane non attendibili. Visto che quasi nessun riporta notizie veritiere, vogliamo informarvi di quello che sta realmente accadendo, senza creare false speranze o illusioni. Innanzitutto va detto che il prossimo 11 luglio, a Tulsa (Oklahoma), si terrà il primo camp per bambini organizzato da Russell Westbrook, che ovviamente presenzierà all’evento. Dunque fino a quel giorno è assai improbabile accada qualcosa. Inoltre, come anticipato precedentemente e come riportato da diversi giornalisti americani accreditati, la dirigenza si incontrerà col ragazzo ed il suo entourage per analizzare tutte le possibilità e vedere se le idee di entrambe le parti coincidono. In caso di cessione di Westbrook, OKC cercherà di trarne il meglio, ovvero giovani talenti su cui poter investire e scelte per i prossimi draft, in modo tale da organizzare il rebuilding senza rischiare di sparire dalla mappa geografica dell’NBA nonostante l’assenza di star già affermate. La domanda è: conviene ai Thunder tradare Westbrook o no? Scambiandolo si può ripartire una volta per tutte da zero, liberandosi del suo ingaggio elevato, uscendo dalla luxury tax, e rirpogrammando con calma il futuro, col rischio effettivo però di non attirare più alcun free agent di valore nei prossimi anni. Un addio di Westbrook comporterebbe dunque, sotto questo punto di vista, un possibile pericolo per il brand Thunder e per la città di Oklahoma City, che tra l’altro ama indiscutibilmente il proprio beniamino. Sam Presti e tutto il front office in questi giorni sarà impegnato per organizzare il futuro di una franchigia, che nell’arco di due giorni si è ritrovata in una situazione totalmente inaspettata ad inizio estate. Noi tifosi dobbiamo solo avere pazienza e fiducia nella società che cercherà di fare esclusivamente il bene della nostra squadra, sapendo che l’NBA è una lega ciclica e che se bisognerà ricostruire, non saremo stati né i primi né gli ultimi. Infine posso assicurarvi che su questi canali troverete soltanto notizie fondate, non creeremo mai false aspettative e mai vi daremo fake news. Quindi se volete avere continui aggiornamenti seguiteci, altrimenti fate attenzione a chi riporta determinati rumors. E soprattutto ricordate che il basket è uno sport di squadra, non conta solo il singolo giocatore. Sempre e comunque Thunder Up!

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