SAM PRESTI, COSA COMBINI?

In questo mese di giugno tante voci di mercato e tante suggestioni si sono alternate, ma ad oggi ancora nessuna mossa ufficiale è stata realizzata da parte del front Office di OKC. In una western conference che vede già molte squadre essersi rinforzate per tentare l’assalto al titolo, questo immobilismo dei Thunder inizia a far storcere il naso ai tifosi. Sono tante le preoccupazioni: dalla mancanza di spazio salariale alle parole pronunciate dal GM Sam Presti dopo il draft. E proprio Sam Presti, in questo momento, è l’osservato speciale da parte di tutti i fans di OKC. Cos’ha in mente? Quali saranno le sue mosse per migliorare la squadra? È ancora uno dei migliori GM della lega?
Le perplessità sull’operato di Presti nascono già da questo marzo, quando nel mercato dei buyout, non riuscì a prendere alcun tiratore, dovendosi accontentare di firmare Markieff Morris, acquisto che si è poi rivelato deludente. Terminata la stagione diversi giocatori sono stati messi sul mercato, insieme alla scelta al draft, per cercare di sbarazzarsi dei loro contratti pesanti e contemporaneamente ottenere un terzo violino di livello da affiancare al duo Westbrook-George. Sfortunatamente Presti non è riuscito a regalarci nessuna delle sue magate alle quali ci aveva abituato nel recente passato. Al draft la decisione di scambiare la chiamata #21 per la #23 ha destato ulteriori perplessità nei tifosi, e la scelta di Bazley ha completato l’opera. Nella conferenza stampa successiva al draft, il General Manager dei Thunder ha affermato che l’obiettivo è quello di alleggerire la luxury tax, che la società sta pagando già da diversi anni, per migliorare una situazione salariale che sarà difficile da sopportare anche in futuro. A tal proposito OKC non sembra interessata a usufruire della MLE (Mid Level Exception) nella prossima free agency. A questo punto i dubbi sorgono sempre più spontanei. Perché è questo l’obiettivo del front office dei Thunder proprio nell’anno in cui le possibilità di vittoria sembrano aumentare? Come si può rinforzare la squadra in questo modo? Rispondere alla prima domanda è difficile. Probabilmente la società, avendo speso molto negli ultimi anni per provare a vincere e non essendoci riuscita, vuole provare ad arrivare allo stesso obiettivo con un percorso differente, meno oneroso. Più facile rispondere alla seconda domanda. In free agency non bisogna aspettarsi grandi colpi visto lo spazio salariale praticamente inesistente e la rinuncia alla MLE. L’unica possibilità di avere dei cambiamenti nel roster è quella delle trade. Steven Adams, Andrè Roberson e Dennis Schröder sono i tre giocatori che Presti è disposto a sacrificare per avere un risparmio a livello salariale e (immaginiamo) per avere in cambio giocatori maggiormente funzionali al sistema di OKC. Vedremo nelle prossime settimane quali saranno le mosse del nostro GM e solo allora potremo dare un giudizio definitivo sul suo operato, senza però dimenticare che grazie a lui, solo un anno dopo l’addio di Kevin Durant, la squadra è tornata ad essere una contender senza scomparire dai radar dell’NBA. Troppa preoccupazione e troppa poca riconoscenza? A ognuno di voi la propria ardua sentenza!

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