La scorsa notte al Barclays Center di Brooklyn si è svolto il Draft NBA. Da tutti considerato alla vigilia come uno dei draft più interessanti degli ultimi anni, è risultato essere uno dei più sorprendenti, con tante scelte inaspettate rispetto a quelle che erano state le previsioni dei giorni precedenti. I nostri Oklahoma City Thunder, che nelle ore antecedenti al draft avevano cercato di imbastire una trade per alleggerire il tetto salariale inserendo anche la propria pick, non riuscendo a fare ciò, hanno semplicemente scambiato con Memphis la #21 per la #23 e una seconda scelta 2024. Sam Presti con la chiamata #23 ha sorpreso tutti, decidendo di selezionare Darius Bazley, giocatore che nei mock non risultava eleggibile al primo giro, sebbene fossero a disposizione ancora molti giovani talenti più quotati alla vigilia come Kevin Porter Jr, Nassir Little e Keldon Johnson. Ma chi è Darius Bazley e come mai OKC ha deciso di puntare su di lui?

Innanzitutto va detto che Bazley è il classico profilo che piace al GM di OKC. Classe 2000, 19 anni appena compiuti il 12 giugno, ala grande di 206 cm, negli anni alla High School era considerato uno dei migliori prospetti nazionali per via del suo talento puro, che all’epoca sembrava potergli garantire un posto sicuro in lottery in questo draft. Poi, lo scorso marzo, prese la decisione che rese la sua storia famosa e che ora fa pendere su di lui molti punti interrogativi. Una volta uscito dal liceo, il classe 2000 si accordò con l’università di Syracuse, dove avrebbe dovuto giocare il suo unico anno al college, consacrandosi come uno dei nomi più caldi in ottica Draft 2019, prima di tentare il grande salto nella NBA. Nonostante la lettera d’intenti già firmata con la storica università di New York, Bazley decise di cambiare il percorso che lo avrebbe portato alla destinazione finale. Niente più scuola, niente anno a Syracuse. Con una lettera pubblicata su The Player’s Tribune si scusò con l’università e cercò di spiegare il perché della sua scelta. Poche settimane dopo però, firmando con l’agenzia Klutch Sports di Rich Paul (agente tra gli altri di LeBron James), svelò cosa si celava realmente dietro la scelta di rinunciare al college. Il nuovo percorso che avevano in mente Bazley e il suo agente era quello di passare direttamente nella G-League, ovvero la lega di sviluppo della NBA. La decisione sembrò presa, ma poco dopo, il 27 agosto 2018, l’annuncio sciocca nuovamente tutti. Bazley rinunciò pure alla G-League per allenarsi individualmente in quel di Cleveland nei 10 mesi che lo separano dal draft. Il rischio reale era quello di finire fuori dai riflettori, astenendosi per così tanto tempo dalla competizione agonistica. E così è stato. Per sua fortuna però Sam Presti si è ricordato del suo estremo potenziale ed ha deciso di far ricadere su di lui la scelta #23 degli Oklahoma City Thunder, dandogli fiducia ed una grandissima opportunità. Vedremo cosa riuscirà a portare alla causa Thunder, in una posizione già ben coperta da Jerami Grant. La curiosità è molta, così come l’incertezza che aleggia attorno al ragazzo. Ovviamente noi gli auguriamo il meglio e gli diamo il benvenuto nella famiglia OKC.
