DRAFT NIGHT: LE SCELTE FLOP DI OKC!

Questa notte, all’1.00 italiana, a Brooklyn si svolgerà il draft NBA 2019. Con la scelta #21 gli Oklahoma City Thunder sceglieranno il giocatore su cui puntare per il futuro e che andrà a rinforzare la squadra. Ma qual è stato l’operato del General Manager Sam Presti nelle edizioni passate del draft? Lo si può giudicare positivamente o no?

Ognuno di noi ricorderà come l’ex dirigente degli Spurs abbia selezionato tre MVP della lega, ovvero Kevin Durant nel 2007, Russell Westbrook nel 2008 e James Harden nel 2009. Ma degli altri? Chi se li ricorda? Oltre a questi tre campioni affermati, sono giudicabili positivamente le prese di Steven Adams nel 2013 con la 12ª chiamata e quella di Eric Bledsoe nel 2010 con la 18ª scelta, seppur quest’ultimo fu immediatamente ceduto ai Los Angeles Clippers. Discrete pick sono state quelle di Reggie Jackson nel 2011 e di Jeremy Lamb nel 2012, nonostante entrambi i giocatori siano stati scambiati nelle stagioni successive, non avendo sempre dato il contributo sperato. Troppo premature da giudicare sono le ultime scelte: quella di Sabonis nel 2016 (ora ad Indiana) e quella di Ferguson nel 2017, il quale solamente quest’anno ha iniziato a mostrare il suo vero potenziale.

Arriviamo ora ad analizzare quelle che si possono giudicare, senza far torto a nessuno, le scelte flop di Sam Presti e di tutto il front office di Oklahoma City.

Iniziamo da Perry Jones III, scelto al draft 2012 con la 28ª scelta. Nei tre anni passati ad Oklahoma City, il prodotto di Baylor University ha totalizzato 143 presenze (20 da titolare) a 3,4 punti di media a partita, non riuscendo a lasciar traccia. Quella ai Thunder è stata la sua unica esperienza NBA. Infatti dal 2015 ha militato negli Iowa Energy, squadra della NBA Development League, fino al 2017. Nel 2016 è da segnalare la sola ed unica presenza in maglia Chimki (squadra del campionato russo) nella sua breve avventura in Russia. Insomma, non di certo la miglior 28ª scelta nella storia del draft.

Nel draft 2014 Sam Presti decise di puntare fortemente su Mitch McGary con la chiamata #21. Il ragazzo di Michigan però non fu in grado di soddisfare le aspettative, per via di molti problemi, specialmente extra campo. Infatti nonostante un inizio di carriera promettente, che convinse addirittura i Thunder ad esercitare l’opzione sul terzo anno di contratto, McGary nel 2016 venne per ben due volte sospeso dalla NBA dopo esser risultato positivo ai test anti droga. Per questo motivo il 24 ottobre 2016, successivamente alla preseason, gli Oklahoma City Thunder decisero di tagliare il prodotto di Michigan. Si concluse così l’esperienza NBA di McGary che con OKC ha collezionato 52 partite a 4,3 punti di media. Ad oggi si dedica al bowling, sport praticato da ragazzo e soprattutto dalla madre, che fu professionista per oltre 30 anni.

L’ultimo dell’elenco e probabilmente la peggior chiamata di Presti, è Cameron Payne, scelto al draft 2015 con la scelta #14. Il playmaker prodotto di Murray State è ricordato ad Oklahoma City più per i balletti prepartita con Russell Westbrook che per le sue gesta in campo. La sua carriera in maglia Thunder dura solo un paio d’anni, collezionando appena 77 partite a 5 punti di media. Il 23 febbraio 2017 viene scambiato a Chicago dove rimane per due anni, prima di essere tagliato il 3 gennaio 2019. Il 7 gennaio si accasa ai Cleveland Cavaliers, dove conclude questa stagione. Per essere stato scelto in lottery lo si può tranquillamente giudicare un vero e proprio flop.

Appuntamento dunque a stanotte per scoprire quale prospetto verrà scelto da Sam Presti, sperando possa trovarne uno in grado di dare una mano importante alla squadra fin da subito. Sempre che la scelta non venga inserita in qualche trade. A stanotte!

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